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LA STORIA DEL WEST - LE GUERRE INDIANE: (9) BLACK HILLS, COMANCHE E KIOWA, SIOUX, ROSEBUD

1 – La spedizione delle Black Hills 

Nel 1874, dietro ordine del generale Philip Sheridan (1831 – 1888), il generale George Armstrong Custer (1839 – 1876) partì per una spedizione nelle Black Hills, una zona della grande Riserva dei Sioux. Era stato tuttavia promesso agli Indiani, per mezzo di un trattato, che non sarebbe mai stata fatta alcuna incursione nelle loro terre. 
Le Black Hills erano state poco prima occupate dai Cheyenne e dai Kiowa, ma i Sioux li avevano respinti. Quando Custer visitò quella regione, non incontrò nessun indiano, ma i geologi che l’accompagnavano fecero importanti prelievi di oro dal terreno. Il Governo, allora, tentò di ottenere con un negoziato quelle terre, ma Spotted Tail (1823 – 1881) e Red Cloud (1822 – 1909) si mostrarono troppo esigenti.
Nonostante gli avvertimenti, cercatori giunti da ogni luogo invasero le Black Hills, sfidando non soltanto gli Indiani, ma anche l’Esercito Americano. Fin dai primi mesi del 1870 vi fu una vera e propria corsa all’oro.

2 – Le incursioni dei Comanche e dei Kiowa

Quando bande comanche e kiowa intrapresero scorribande per impadronirsi dei carri di rifornimenti, il maggiore generale John W. Davidson (1825 – 1881), che comandava Fort Sill, il 26 luglio 1874 comunicò a tutti gli Indiani amici l’ordine di rimanere negli accampamenti della Wichita Agency, ad Anadarko, nell’Indian Territory.
L’agente agli Affari Indiani protestò, ma fu fiato sprecato. I Comanche di Quanah Parker (1845 – 1911) non risposero all’appello e il 22 agosto gli uomini di Red Food, che avevano partecipato allo scontro di Adobe Walls e i Kiowa di Lone Wolf, che avevano operato nel Texas, si presentarono reclamando le loro razioni. Quando John W. Davidson ingiunse ai compagni di Red Food di consegnare le armi, scoppiarono gravi disordini e parte degli Indiani lì riuniti raggiunse le bande nemiche. In settembre, a Fort Sill, restavano 479 Comanche, 555 Kiowa e 305 Apache.
I ribelli avevano raggiunto Quanah Parker: questo fu sicuramente il più grande Capo dei Comanche. Era figlio del apo dei Kawahadi - uno dei clan più feroci della tribù - e di una Bianca, Cynthia Ann Parker (1823 – 1870), che, nel 1835, all’età di dodici anni, era stata catturata nel corso di una scorribanda avvenuta sul fiume Navasota, nel Texas. Qualche anno dopo era stata liberata e rimandata nel Texas con una bambina, sua figlia, ma questa morì e la madre, non potendosi riadattare alla vita dei Bianchi, ritornò fra coloro con i quali aveva trascorso la sua infanzia. Ritrovò suo marito e gli diede altri figli.
Quanah Parker divenne Capo nel 1874 - alla morte di suo padre - e, alla testa di alcune centinaia di uomini, attaccò Adobe Walls, nella regione del Panhandle nel Texas, con l’obbiettivo di scacciare dal luogho i cacciatori bianchi di bisonti - ma fu sconfitto e la guerra continuò lungo la frontiera del Texas. Quando le truppe americane intervennero, Quanah Parker si rifugiò con i suoi uomini nella Staked Plain in Texas, dove rimase per due anni. Infine si arrese.
Egli ebbe da allora una grande influenza sulla sua gente, incitandola a osservare i Visi Pallidi e a trarne vantaggio. Incoraggiò l’istruzione, la costruzione di case e favorì l’agricoltura. Morì nella sua dimora, presso Fort Sill, nell’Oklahoma, vicino alla tomba di sua madre. Nel 1957 il corpo di Quanah Parker e quello di sua madre furono trasferiti nel cimitero di Fort Sill.
Philip Sheridan organizzò allora una spedizione composta di molte colonne, sull’esempio di quella del 1868. John W. Davidson partì da Fort Sill diretto a occidente; il generale Nelson Miles (1839 – 1925) lasciò Fort Supply in direzione sud; Sindel MacKenzie partì da Fort Concho verso settentrione; il colonnello William R. Price percorse la regione a est di Fort Union nel Nuovo Messico; e il brigadiere generale George P. Buell (1833 – 1883) marciò a sud di Camp Supply.
Dall’agosto al settembre del 1874, le colonne ebbero più di 30 scontri contro gli indiani ostili. Il 27 settembre gli uomini di MacKenzie, dopo una difficile avanzata nel canyon di Palo Duro, distrussero completamente un villaggio kiowa. Nelson Miles incontrò i Pellerossa il 30 agosto a Mulberry o Salt Creek, e i suoi uomini inseguirono senza tregua i nemici per più di venti miglia.
Il capitano Andrew R. Chaffee fece allora questa famosa promessa: Tutti gli uomini che saranno uccisi saranno promossi caporali!
Alla fine di questa impresa egli ricevette il grado di tenente colonnello. Bill Dixon, uno degli eroi di Adobe Walls, un altro scout, Amos Chapman, e sei uomini della truppa tennero testa agli Indiani per due giorni, l’11 e il 12 settembre, nella battaglia di Buffalo Wallow.
Il tenente Frank D. Baldwin (1842 – 1923), che scortava 23 carri vuoti verso il campo di rifornimento del fiume Washita, sorprese l’8 novembre il villaggio di Gray; i cannoni furono messi in funzione e tutti gli uomini presero parte alla carica - chi a piedi, chi a cavallo, chi sui carri. Il villaggio fu attaccato e due bambine bianche prigioniere - Julia Arminda (nata nel 1867) e Nancy Adelaide (nata nel 1869) - furono liberate. L’inseguimento si protasse per piú di diciotto miglia. Per quest’azione Baldwin ricevette la sua seconda medaglia d’onore. Altre due sorelle - Sophia Ellen (nata nel 1862) e Catherine E. (nata nel 1857) - furono consegnate al generale Nelson Miles da Stone Calf, capo dei Cheyenne. Il padre, la madre, il fratello e la sorella maggiore erano stati uccisi quando la carovana era stata attaccata. Le ostilità cessarono.
Satanta (1830 – 1878), Capo dei Kiowa, era noto come "l’oratore delle Pianure" e nel 1867 fu uno dei firmatari del trattato di Medicine Lodge, nel Kansas, che obbligò il suo popolo a ritirarsi in una Riserva. Si arrese nell’ottobre del 1874 e fu rinchiuso in prigione per non aver mantenuto le sue promesse. Si uccise in cella l’11 ottobre 1878.
Quanah Parker si arrese a Fort Sill il 2 giugno 1875. Da allora in poi egli governò pacificamente, spingendo la sua gente a collaborare con i Visi Pallidi e dando loro consigli di pace.

3 – La guerra dei Sioux

Nell’autunno del 1873, nel territorio del Montana, i Sioux si accanirono contro i Crow, loro eterni nemici, e attacarono 17 volte i Bianchi - uccidendone nove, ferendone dieci e rubando 138 capi di bestiame. Il 3 dicembre il Ministro degli Interni diede istruzioni formali perché i Sioux fossero ricondotti nella loro Riserva. Chiunque non si fosse arreso entro il 31 gennaio 1876, sarebbe stato considerato nemico e trattato come tale.
I generali William Tecumseh Sherman (1820 – 1891) e Philip Sheridan (1831 – 1888) prepararono, per quell’anno, una masiccia campagna contro i ribelli, il cui numero era calcolato intorno ai 10.000. Il generale George Crook (1828 – 1890), a capo del territorio del fiume Platte, lasciò Fort Fetterman il primo marzo, alla testa di un’imponente colonna.
Il 17, la cavalleria agli ordini del maggiore generale Joseph Jones Reynolds (1822 – 1899), attaccò e bruciò un villaggio indiano sul fiume Little Powder. Lo scout Frank Guard identificò il luogo come l’accampamento di Crazy Horse. Lo stesso giorno il maggiore generale John Gibbon partì da Fort Shaw nel Montana e, una volta arrivato a Fort Ellis, seppe che il generale Alfred Terry (1827 – 1890) era in difficoltà con i suoi uomini, a causa della neve che impediva loro di avanzare. Del resto, il generale George Armstrong Custer era stato destituito per mancata osservanza agli ordini e si trovava a Washington per rispondere alla Commissione di Inchiesta. Terry e Sheridan intervennero e Custer fu autorizzaro a ricongiugersi al suo reggimento, ma dovette partecipare alla spedizione come semplice ufficiale, senza alcun comando.
Alfred Terry, il comandante in capo, lasciò Fort Lincoln il 18 maggio con venti compagnie di cavalleria, tre di fanteria e un distaccamento di fanti dotati di armi automatiche Gatling. John Gibbon (1827 – 1896) organizzò la sua avanzata in modo da incontrare Terry sullo Yellowstone. Aveva con sé sei compagnie di fanteria, due di cavalleria, un cannone Napoleone da dodici libbre e due mitragliatrici Gatling.
Crook fece invece partire la seconda spedizione da Fort Fetterman il 20 maggio: 15 compagnie di cavalleria e cinque di fanteria. Otto compagnie di cavalleria, ferme a Fort Laramie dall’inizio di giugno, dovevano assicurare i contatti fra Crook e Terry.

4 – George Crook a Rosebud

Il primo obbiettivo di Crook fu un villaggio indiano la cui presenza gli era stata segnalata dai suoi scout crow. Egli però non poté agire di sorpresa come aveva calcolato, perché i suoi alleati indiani scoprirono una mandria di bisonti e cominciarono a cacciarli lanciando grida altissime e continuando con quel baccano fino a che l’ultimo animale non fu ucciso.
Il mattino del 17 giugno i suoi 1.325 uomini - fra soldati e guide - furono attaccati da 1.500 Sioux e Cheyenne che ripeterono i loro assalti su un fronte di più di tre miglia. Crook inviò allora le sue unità di rinforzo nella valle del Rosebud Creek, sperando di riuscire a distruggere il villaggio indiano lì situato, ma dovette rinunciare a questo progetto e resistere per tutto il giorno agli attacchi del nemico che, infine, all’improvviso, sparì. Egli perse dieci uomini, fra cui uno scout crow; ebbe 21 feriti e assicurò di aver contato sul terreno 13 corpi nemici. Le perdite Indiane dovevano però essere superiori, perché i Sioux e i Cheyenne avevano l’abitudine di portare via, quand’era possibile, i loro morti e i loro feriti. George Crook sostenne di aver riportato una vittoria, ma non tutti gli storici sono d’accordo e affermano alcuni - il sottoscritto compreso - che l’operazione si era conclusa sicuramente a vantaggio di Crazy Horse...

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Atualizado em: Dom 1 Out 2017
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