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  • A Tragédia de Mariana

    Eu me chamava mariana
    Sempre fui bela e formosa
    Com minhas águas cristalinas
    A todos eu ajudava
    Ajudei a muita gente
    À agricultura também
    Terra de gente valente
    Que não se rende a ninguém
    Mas hoje tudo é passado
    Aqui não tem, mas ninguém.
    Os rios que banhavam as terras
    Aqui não banham, mas ninguém.
    Mariana deixou de ser
    Aquela Cidade formosa
    Com rios, praças e jardins.
    E suas arvores viçosas
    Mariana agora é passada
    Tudo ficou na história
    Que um dia existiu
    Essa Cidade formosa.
  • LA STORIA DEL WEST - BUFFALO BILL

    Nato il 26 febbraio 1846 nella fattoria del padre nello Iowa, quarto di otto fratelli, William Frederick Cody aveva diciotto anni quando si arruolò nell'esercito Nordista come conducente di carri.
    La leggenda americana di Buffalo Bill è alimentata da tre fonti principali: dall'uomo, dal Wild West Show e dalle innumerevoli storie pubblicate. Da ragazzo fu per poco tempo corriere nel Pony Express: fu il più famoso - senza dubbio. Poi fu soldato. Dopo la Guerra Civile, quale cacciatore di bisonti, rifornì le cucine della ferrovia del Pacifico nel Kansas, e infine partecipò come scout (esploratore, guida, cercatore di piste) dell'esercito degli USA, alle battaglie contro i Cheyennes e i Sioux. 
    Il famoso scout si sposò a vent'anni; con un marito così inquieto e spesso assente per mesi, Laura - con le figlie Arta e Ora - ebbe fino all'ultimo una vita difficile. Tra l'altro Buffalo Bill non disprezzava le avventure sentimentali. A ventidue annivtentò alcune grosse speculazioni terriere che si concluderanno disastrosamente. Fondò una città che chiamò Roma, nel Kansas, che da principio si popolò rapidamente. Ma un suo rivale creò una città poco lontano - Hays City - essendo un miglior politicante di Cody, riuscì a ottenere che il tracciato della ferrovia Kansas-Pacific passasse più vicino a Hays City che a Roma. In breve, l' unica famiglia che rimase a Roma fu quella di Buffalo Bill. 
    Nel 1872 Buffalo Bill organizzò una caccia al bisonte per conto del granduca Alessio, fratello dello zar Alessandro III di Russia, in viaggio d'istruzione negli Stati Uniti. Il granduca non era un gran tiratore, ma si narra che Buffalo Bill, sparando all'unisono alle sue spalle, fosse riuscito a dargli l'impressione di aver ucciso un buon numero di bisonti. Entusiasta, il granduca lo colmò di regali, tra i quali una splendida pelliccia. Cody aveva già il titolo di colonnello conferitogli ad honorem dalla Guardia Nazionale del Nebraska. Per illustrare un'abitudine che non era esclusivamente degli indiani, riportiamo le parole di Buffalo Bill quando descrisse uno scontro con i pellerossa nell'Arkansas, presso Fort Larned. Posti in fuga i nemici con l'aiuto dei suoi uomini Buffalo Bill concluse: Scotennammo i due che avevamo ucciso e tornammo al forte.
    Le biografie e le autobiografie di Buffalo Bill non si contano. È noto che dettando le sue avventure egli spesso le esagerò o addirittura le inventò. Una delle sue imprese sicuramente autentica è quella che lo vede quattordicenne tra i cavalieri del glorioso Pony Express. Gli abitanti delle zone più remote chiedevano di ricevere la posta più rapidamente. Con le normali diligenze una lettera impiegava 21 giorni da San Francisco a New York. Per 125 dollari al mese i più quotati cavalieri del West riuscivano a consegnarla in metà tempo. L'intero percorso del Pony Express lo compie qualche anno più tardi. Essendo stato ucciso dagli indiani il cavaliere che doveva dargli il cambio, egli percorre senza fermarsi 450 chilometri cambiando ventun cavalli. È un primato che rimane imbattuto. Nel 1872 venne eletto alla Camera dei Rappresentanti del Nebraska e nel 1883 fondò il suo famoso Wild West Show, nel quale esibiva indiani, cowboy e tiratori scelti del Selvaggio West. Dopo la sua morte, avvenuta a Denver nel Colorado, furono scritte molte centinaia di biografie eroiche che si contraddicevano fra di loro. Come eroe della leggenda del West, Cody ha infatti le carte in regola: egli non solo la visse personalmente, ma forse più di tutti contribuì alla sua formazione e alla sua diffusione nel mondo. Meglio di ogni altro westerner (uomo del West), Buffalo Bill conobbe la turbolenta e avventurosa vita della frontiera fra il 1860 e il 1880: durante questi venti anni egli ebbe modo di partecipare al conflitto fra Nord e Sud, di assistere all'uccisione di suo padre, di servire nel corpo dei postini a cavallo, di far la guida dell'esercito nelle guerre contro i pellerossa (è rimasto famoso il suo duello all'arma bianca con il capo indiano Mano Gialla, pochi giorni dopo la battaglia di Little Big Horn), di essere più volte assalito dai banditi e dagli indiani.
    William Cody aveva meritato il suo soprannome partecipando al più grande massacro di animali della storia: la caccia ai bisonti fra il 1860 e il 1880. Assunto come cacciatore professionista dalla compagnia ferroviaria Kansas Pacific con l' incarico di procurare la carne agli operai che preparavano le massicciate e posavano le rotaie, in pochi mesi uccise ben 4000 bisonti. Nel 1870, quando aveva apenna ventiquattro anni, Buffalo Bill era già un eroe leggendario, tanto che il popolare scrittore Ned Buntline ne fece il protagonista di un suo romanzo, Il Re della Frontiera, che venne venduto a milioni di copie. Negli anni della sua maturità, quando ormai il West era già stato "civilizzato", William Cody pensò di sfruttare la sua fama organizando un grande circo, il Wild West Show, con il quale - insieme all'infallibile carabina Lucrezia Borgia e all'inseparabile cavallo Brigham - girò il mondo (andò anche a Genova), ottenendo grande successo e favolosi guadagni. Quando Buffalo Bill iniziò la sua carriera teatrale, acquistò la dilligenza Deadwood, sopravvissuta a mille avventure, e la trasformò in uno del personaggi del suo circo. Inutile dire che gli spettacoli del circo si basavano soprattutto su scene di attacchi alla diligenza, di combattimenti con gli indiani (lo stesso capo Toro Seduto fu per qualche mese un'attrazione del circo) su esercizi di tiro con la pistola e con la carabina. Anche l'imbattibile tiratrice Annie Oakley fece tappa in tutte le principali città del mondo, riscuotendo entusiastiche accoglienze ovunque. La sua carriera di attore iniziò nel '72: recitò a Chicago in un dramma di avventure del West scritto appositamente per lui. La prima sera, dopo poche battute, non riuscì più a pronunciare una parola e il pubblico cominciò a fischiare. Fortunatamente l'impresario ebbe l'idea di scatenargli contro gli indiani della troupe. In pochi minuti - racconterà poi - Bill li fece fuori tutti tra le grida del pubblico entusiasta.
    Ben presto, però, la buona stella di Buffalo Bill tramontò ed egli dovette vendere il circo e accettare un impiego. Negli ultimi anni di vita l' eroe americano che aveva guadagnato e perso milioni di dollari divenne un relitto che cercava di scordare il passato con l'alcool... 
    Morì il 10 gennaio 1917.
  • "Que país é esse"?

    Difícil responder essa pergunta diante do cenário que o povo brasileiro está vivenciando. Onde a marca da violência e da desvalorização do trabalho está sendo vista constante por parte dos nossos governantes. 
    Cadê o governo que seria "Do povo, pelo povo e para o povo"? 
    São mais de 483 anos lutando pela soberania do povo, tentando apagar as marcas da escravidão e cicatrizar as feridas ocasionadas pela ditadura militar.... para que agora a parte mais "inteligente" responda por nós e diga o que é melhor para o país. Sendo o que eles querem é apenas o melhor para eles. Pois é, São mais ou menos 500 anos de história para que hoje no século XXI o Brasil volte a regredir.
    No governo Vargas povos lutaram para criar as leis trabalhista... sim, aquelas com direitos as férias, jornada de trabalho de 8 horas por dia, mas que agora tudo está sendo cortado.... E amanhã isto tudo será apenas um sonho.
    Eles dizem: "Que tudo que eles estão fazendo é para a melhoria do país que só assim o Brasil sairá desta crise [...]". 
    Querido, isto que estamos vivenciando não é crise é apenas roubo.
  • A garota do segundo andar

    Em uma madrugada chuvosa sinto o efeito da solidão.
    Da janela vejo outras, a maioria deve estar dormindo mas ainda há algumas com luzes acesas.
    Uma senhora com uma xícara que suponho ter café, uma mulher sentada na sala assistindo algum progama na televisão, e lá no canto um homen misterioso que nada faz, apenas olha o mundo, não fala, não se mexe, dizem que tem problemas psicológicos mas quem sou eu para julgar? Não me sinto normal.
    Sou uma garota jovem que não se encaixa em lugar nenhum, que são sai, não conversa, não vive realmente apenas sobrevive a mais um dia.
    Sou a garota do segundo andar.
    A solitária.
    Apaixonada por livros , história e arte.
    Um mundo como esse, agitado, não serve para uma garota como eu; amante do silêncio.
    Os livros são uma fuga, uma pré solução para uma questão maior; o vazio.
    As lágrimas não mais ajudam. O medo do fracasso se torna insuportável,
    O sentimento de não servir pra nada é sufocante.
    O medo irreal do esquecimento é enlouquecedor.
    Por fora uma máscara, por dentro a realidade.
    Poucos são aqueles momentos de paz.
  • A Grande Rocha da Vida

    Quando a Terra Média ainda era dividida entre homens e criaturas, existiam os reinos dos humanos, o território dos gigantes, as cavernas dos elfos, o reino das fadas, o reino das nuvens dos deuses, e o misterioso reino dos pesadelos, habitado pelos demônios.
    Entre eles existia uma rocha mágica que podia curar quem a absorvesse, nem que fosse um pouquinho de seu poder de doenças e feridas, A Grande Rocha da vida. Todas essas nações podiam usar o seu poder, moderadamente, para que não houvesse conflitos ou guerras por posse dela, tanto que cada nação tinha um dia específico da semana para usar o poder da Grande Rocha, a menos que fosse emergência.
    Havia um segredo sobre a Rocha que só os deuses e os demônios tinham em conhecimento, que se alguém absorvesse todo o seu poder, obteria vida eterna e poder ilimitado, o suficiente para derrotar qualquer um, e segundo as Runas dos Tempos dos Profetas, apenas quem tivesse o sangue de demônios ou deuses podia absorver toda a Rocha, mas “lá se sabe se isso é verdade”.
    Um dia os demônios tentaram tomar a Rocha só para eles no objetivo de que Helldron, Rei dos demônios, absorvesse-a e destruísse as outras nações, dominando o mundo, mas falharam porque todos se uniram e os selaram junto ao portal proibido que dava acesso para o Reino dos Pesadelos. Muitos morreram, pois os demônios eram muito poderosos. Quando tudo estava se estabilizando os deuses fizeram um comunicado pacífico, dizendo que iriam pegar a Rocha e leva-la aos céus para que eles decidissem quem usaria ou não o seu poder, mas não aceitaram e obrigaram os deuses a se exilarem nos céus. Os deuses são pacíficos e inteligentes então para manter a ordem eles aceitaram seu exílio, pois sabiam que depois desse comunicado poderia haver desconfiança. E assim terminou o que eles chamaram de “A Guerra Centenária”, pois pode não parecer, mas a guerra contra os demônios durou 200 anos.
    Os demônios não eram muito amigáveis. Eles tinham três corações e viviam 700 anos. As fadas eram fascinantes porque eles voavam sem ao menos ter asas e mantinham um corpo jovem mesmo estando a poucos dias da morte. Vivem 300 anos e quando morrem seus corpos demoram 50 anos para se decompor. Os humanos viviam uma vida normal, sua expectativa de vida era cerca de 90 anos. Os gigantes, bem, eles não eram maus, mas alguns eram brutos demais, outros eram amigáveis, e uns eram travessos, pois pregavam peças nos humanos se fantasiando de demônios e assustando-os dizendo que “nós, os demônios voltamos para tomar a Grande Rocha e destruir todas as nações”, e por isso os gigantes eram mal interpretados por alguns humanos, pois achavam que os gigantes queriam a volta dos demônios... “será que é verdade?”. Os elfos também eram pacíficos, assim como os deuses, mas também eram misteriosos. Pesquisavam segredos do mundo, mas não diziam para os outros. Os deuses não eram como divindades, eram nomeados de deuses por serem muito sábios, tentavam evitar conflitos, procuravam jeitos de beneficiar a todos. Eles não são eternos, mas vivem 300 anos a mais que os demônios. Antes dos deuses serem exilados, alguns se relacionavam com humanos, e a junção dos dois originou uma nova espécie, que rapidamente virou uma nação também, e ficaram conhecidos como druidas. Os druidas têm duas diferenças dos humanos, uma, é que eles nascem com os olhos muito amarelados e brilhantes, e outra é que eles têm um poder de cura parecido com a da Grande Rocha da Vida, só que um druida pode curar apenas feridas, pois envenenamentos, doenças, essas coisas eles não conseguem curar. Havia um, porém no nascimento de um druida, pois alguns nasciam como humanos normais, mas eles não eram mandados para os outros reinos, pois os anciões ensinavam técnicas de cura com ervas e outras coisas que eles encontravam na floresta dos druidas. E também não podem absorver tanto da Grande Rocha. Todos aceitaram o surgimento dos druidas, as fadas se aliaram a eles, e os dois agiram por gerações como “unha e carne”.
    Muitos anos depois da Guerra Centenária, na floresta dos druidas, havia 200 anos que humanos não nasciam, e acharam que tal coisa não iria mais acontecer, até que uma menina nasceu só que ela nasceu com muitas doenças, meio fraca, e por alguma razão, a Grande Rocha não curava suas doenças. Ela sempre admirou a Rocha, mesmo não podendo ajuda-la. Ela cresceu, conheceu um humano por quem se apaixonou, eles casaram-se e um ano depois tiveram a noticia de que ela estava gravida. Numa expedição aos Montes de Gelo, seu marido morreu num acidente. Quando o bebê estava pronto para nascer, numa mesa de parto, ela não tinha forças para fazer com que o bebê saísse, e sentia muita dor. Mesmo estando ciente de que não funcionava, levaram ela até a Rocha, pois era uma emergência, e, por incrível que pareça, a mesma a deu forças para deixa-lo sair. Ela sabia que ia morrer, mas antes de morrer viu que era um menino, e o nomeou como Seikatsu, que do japonês para o português significa “vida”.
    O Avô de Seikatsu não gostava dele, pois dizia ele que Seikatsu matou a própria mãe, então o menino foi criado por todos os druidas. Ele não guardava rancor de seu avô e não se sentia muito triste quando falavam de sua mãe, pois para ele ela era uma heroína por viver tantos anos no estado em que estava, e deixou ele como prova de sua força, e como ela, ele também admirava a grande Rocha.
    Quando completou maior idade decidiu iniciar uma jornada pela Terra Média para conhecer todas as criaturas das outras nações, indo primeiro para o reino mais próximo dos humanos, pois ele queria conhecer a cultura do povo do qual seu pai fazia parte.
    Chegando lá ele se encantou com o jeito dos humanos, seu jeito de comemorar o deixava impressionado. Com o dinheiro que ele havia guardado por anos para quando chegasse sua jornada, ele pretendia comprar várias coisas do reino humano, mas descobriu que no dia seguinte teria um festival que os humanos celebravam para comemorar a vitória contra os demônios na Guerra Centenária, então guardou suas economias para o tão esperado evento. No dia do festival, todos cantavam e dançavam juntos, e o rei propôs irem todos até à Grande Rocha para admirá-la enquanto celebravam, e como ele chegou atrasado não conseguiu comprar nada, então só podia aproveitar a longa caminhada até a Rocha. Chegando lá, todos se espantaram, pois, metade da Rocha tinha sumido, como se alguém tivesse a cortado e levado embora, e seu poder estava enfraquecido, incapaz de curar qualquer um.
    Não demorou muito pra todas as nações ficarem sabendo. Os humanos convocaram uma reunião para saber o que houve, mas o atual estado da Grande Rocha começou a causar discórdia, pois os druidas e as fadas acusaram os humanos de roubar o poder da Rocha por terem sido vistos por perto, e os gigantes não estavam do lado de ninguém, só sabiam que alguém havia roubado a Grande Rocha e que estavam prontos para qualquer batalha para encontrá-la, e os elfos não reagiram de nenhum modo, o que era muito suspeito. Seikatsu não conseguiu engolir o fato de que a Grande Rocha não estava em seu estado normal, e que isso causaria guerra. Usou todas as suas economias para comprar uma espada, e um equipamento básico para sair numa jornada, e dessa vez não era para conhecer seres e lugares novos, e sim para descobrir o que aconteceu com a Grande Rocha. Ele falou com o rei sobre sua jornada, e pediu que alguns homens fossem com ele, mas o rei não pensava em nada além de se preparar o possível começo de outra “Guerra Centenária”, e os únicos que conseguiam ajudar a restaurar a ordem e resolver os conflitos sem violência eram os deuses, mas eles haviam sido exilados, e não estavam mais interessados em deixar seu exílio e intervir na Terra.
    Seikatsu andou por três dias até chegar perto do reino dos gigantes. Chegando lá, viu alguns homens com pedras nas mãos, atirando-as em um buraco bem fundo, onde tinha um gigante com uma cara ameaçadora. Ele espantou aqueles homens com sua espada, chamou ajuda de alguns gigantes, e tiraram aquele brutamonte do buraco. O gigante agradeceu, e perguntou o que trazia um bravo humano até o território dos gigantes. Seikatsu explicou a situação, e o gigante, conhecido como Smasher, jurou que o guiaria até completar seu objetivo de descobrir o que aconteceu com a Grande Rocha da Vida. Eles fizeram uma pesquisa em metade do território dos gigantes, falaram inclusive com o comandante deles, e todos negaram que não sabiam nada sobre o atual estado da Grande Rocha, então eles partiram.
    Dois dias depois, eles chegaram num bosque, onde encontraram um enorme golem de planta, que expeliu um gás roxo que os envenenou e os fez cair de sono.  Quando acordaram, deram de cara com um monte de crianças flutuando, e perceberam que estavam no Reino das fadas.  As fadas explicaram a situação, foi um mal entendido, pois o golem de planta era só um guardião, mas ele não ataca a menos que cheguem perto do Reino das fadas sem avisar com antecedência. Enquanto Smasher estava fazendo a pesquisa sobre o desaparecimento da metade da Rocha, Seikatsu estava explorando aquela linda cidade, e enquanto passava por um recanto com plantações de uvas, ele se deparou com uma linda fada, e os dois ficaram por um longo tempo se encarando, como se nunca tivessem visto algo tão especial na vida. Eles se cumprimentaram, o nome dela era Hana. Ela ouviu falar sobre o que ele estava fazendo, e perguntou se ele gostaria de passar mais um dia pelo reino das fadas. Ele aceitou, e ela mostrou a ele como era a cidade à noite. Perto de um lago, meio embaraçados, explicaram o que sentiram um pelo outro quando se viram, pareciam sincronizados, um só, e no dia seguinte, ela o acompanhou em sua jornada.
    Seikatsu não tinha noção por onde começar a procurar uma passagem para as cavernas dos elfos, mas por sorte, Hana sabia onde era, porque quando mais nova, acompanhava sua mãe em entregas de flores para os elfos, pois por algum motivo eles adoravam comer pétalas de flores. Chegando lá n hesitaram em ir direto falar com a chefia. Os elfos disseram que descobriram que o rei dos demônios conseguiu um jeito de escapar antes de ser selado, e que ele estava habitando um corpo humano, e que foi ele que absorveu a Rocha, só que seu corpo humano era fraco, então só conseguiu absorver metade da Rocha, e a outra metade está fraca, e a mesma podia se destruir a qualquer momento. Seu plano era absorver os demônios do selo do portal proibido, reconstituir seu corpo original e terminar de absorver todo o poder da Grande Rocha da Vida.
    Saindo de lá, eles partiram em direção à Grande Rocha, no objetivo de dizer a todos o que realmente estava acontecendo, e chegando lá se deparou com os druidas caídos no chão próximos à Rocha, e um homem que aparentava estar com más intenções. Eles diziam que era seu pai. Então, o “pai” de Seikatsu começou a se decompor e surgir um demônio enorme de dentro dele, sendo esse Helldron, o Rei dos demônios. Helldron explicou que não houve nenhum acidente, e que Helldron matou e tomou o corpo do pai de Seikatsu, e matou todos os outros que estavam com ele. Smasher tentou um ataque surpresa, mas foi ludibriado, pois Helldron o pegou de surpresa, e o lançou contra a Grande Rocha. Smasher não aguentou tal impacto e teve alguns de seus ossos quebrados, impossibilitando-o de lutar. Os humanos temeram o poder de Helldron, e alguns deles recuaram, mas os gigantes, as fadas e os elfos, ficaram e lutaram bravamente, mas “a que preço?” Muitos foram mortos, Helldron estava invencível. Seikatsu partiu rapidamente para cima dele, e assim, num chute com poder suficiente pra abrir uma cratera, Helldron o lançou até a Rocha, fazendo com que seu corpo a perfurasse, e por alguma razão, ela não estava curando ninguém. Por alguns instantes, todos pensaram que era o fim. Helldron gargalhava comemorando sua vitória, e quando ia se aproximando da Rocha para absorvê-la, uma incrível luz surgiu de dentro dela, sua estrutura começou a se partir em pedaços, e de dentro dela, surgira um corpo emitindo luz, era Seikatsu. Helldron se perguntou o porquê, e como ele absorveu a Rocha, e um velho druida entendeu em fim que, Seikatsu e talvez até sua mãe não tivessem poderes de cura porque haviam herdado poder dos deuses, e na teoria, os deuses tinham mais controle sobre o poder da Rocha do que os demônios. Seikatsu absorveu em um estalar de dedos, toda a energia da Rocha tirada por Helldron, e, num soco estrondeante, reduziu Helldron em poeira. Seikatsu curou a todos, reviveu alguns mortos, despediu-se de Hana e dos druidas, e, emitindo uma incrível luz verde que iluminava toda a Terra Média, transformou-se em um incrível cristal, que se parecia com a Grande Rocha da Vida. Seu corpo virou uma estatua de pedra dentro daquele cristal. Sua Historia foi contada por gerações. Festivais celebrando sua vitória sobre Helldron, e todos o chamavam como, O Menino da Vida.
  • a lenda de Èden/capitulo 3 o começo do começo (L)

    (OOEEE KANRA CHAN DESSS e.e NICKSUN DEEES :v)
    NOTA DO AUTOR:ACHO QUE TA FODS TENTAR DEIXAR PRA FAZER DE 2 EM 2 SEMANAS ENTAO VOU FAZER DE UM MÊS A OBRA AQUI AINDA VAI TER SEU TROCENTOS CAPITULOS MAS ELA E MEIO GRANDE ENTAO POR SUA VEZ PREFIRO FAZE-LA MENSALMENTE OU QUANDO ELA CHEGAR A 50 VIEWS O QUE ACONTECER PRIMEIRO e.e MAIS PROMETO QUE IREI DESENVOLVER UMA OUTRA OBRA MENOR E TAO BOA QUANTO PRA APROVEITAR O TEMPO SEM ABALAR A SAIDA DESSA OBRIGADO PELA COMPREENSAO E BOA LEITURA
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    O grande dia chegou e apenas 64 dos 100 seriam escolhidos para virarem os novos guardiões

    -voces viram o moso-perguntou luna

    -provavelmente com o cahethel falou pafunsu

    De fato de acordo com todos ali nick já havia saído há um tempo e feito o teste antes de todos e voltou e foi com um outro anjo e deu inicio aos testes
    -eu vou primeiro-falou luna

    Ao entrar luna reparou apenas em cahethel atrás de uma mesa e a primeira coisa que cahethel fez foi por a mao no seio esquerdo de luna que tentou responder com um soco

    -tarado-exclamou luna

    Mas cahethel apenas aparou o soco normalmente e falou:

    -isso e apenas para examinar a sua força,senhorita gerloff lembre que eu não sou homem,nem mulher os anjos ao menos tem sexo

    -ok,mas como eu fui-pergunto luna suspeitando e curiosa ao mesmo tempo

    -entrou por pouco se não fosse sua visão escarlate estava fora

    Luna ficou um pouco triste por passar de apenas pela técnica de ultima hora do nick,mas sua felicidade por passar era muito maior que sua tristeza e logo se recompôs e pergunto:

    -e o nick ? ele passou ? como ele esta ?-perguntou luna

    -seria difícil ele não passar sendo filho de quem ele é,porem vocês so iram velo no dia do torneio daqui a 10 dias,você esta liberada

    Luna saiu do lugar pensativa sua alegria foi novamente ofuscada pela curiosidade onde estava nick e o que cahethel quis dizer sendo filho de quem é sendo que luna achava que nick era orfao como ele dizia ate que ouviu cahethel chamando o próximo cahethel gritando:

    -é um milagre deus seja louvado
    Então luna foi correndo de volta ate que viu Gustavo fazendo o teste

    -meu deus eu não acredito o garoto idiota com a menor chance de todas conseguiu passar e entrar pro torneio nem consigo acreditar nesse milagre que incrível você ate superou o garoto que destruía montanhas com toda força dele-falou cahethel

    -obrigado.....eu acho,mas destruir montanhas não e bom-perguntou Gustavo

    -não se a media e destruir no mínimo 1 continente algo que a luna conseguiu mas você consegue destruír 1 planeta parabéns-falou cahethel

    -e o nick aposto que ele consegue destruir 2 ou 3 né ?-perguntou Gustavo

    -não-afirmou cahethel

    -Como assim não-perguntou Gustavo

    -Com o vento que sai do seu soco nick e capaz de destruir um planeta e sua força total destrói 1 galaxia inteira-fala cahethel

    Tanto luna quanto gustavo ficam de cabeça baixa por essa afirmação eles estam aparentemente bem bolado
    -voces deviam ficar felizes o sr.matias ou nick como prefirirem falar foi treinado por uma deusa menor ele esta acima de qualquer outro candidato

    -se so existe um deus como existe uma deusa menor também-perguntou luna
    Desde o inicio deus precisava de uma representaçao entre os seres humanos e por isso criou os semi deuses ,deuses menores e os deuses-falou cahethel

    -Como os santos-perguntou Gustavo

    -santos são seres humanos que operaram milagres em nome de deus-mas já repararam o por que de tantos deuses ?-perguntou cahethel

    -sim,mas não achei resposta,acho que deus queria criar vários-respondeu luna

    -incorreto,imagine os 8 guardioes,muitos humanos se inspiraram neles e queriam ter seu poder igual ao deles então deus querendo realizar esse desejo criou pequenas esferas cinzas cada humano so poderia encontrar 3 por vez a primeira quebrada ele teria poder de um semideus,a segunda conseguiria poder de um deus menor como a que ajudou nick e por fim um deus mas a ganancia humana aumentava tanto a ponto de as poucas achadas seus donos eram mortos e elas eram vendidas no mercado negro e muitos se aventuravam para pega-las alguns ate aprendiam certas magias isso foi uma época quando muitos sabiam a magia agora são poucos os humanos que sabem e elas são muito básicas no máximo podem destruir um prédio ou uma casa algo de humano comum porem com tanto ódio,ganancias e outras coisas os anjos ficaram de proteger dos indignos-falou cahethel

    -entao todos são humanos também-perguntou Gustavo

    -nem todos so 4 a maioria são filhos deles e acho que 2 deles já estão mortos por falar nisso-falou cahethel

    -guardioes podem virar deuses-perguntou Gustavo

    -não,so humanos-respondeu cahethel

    -injusto-respondeu Gustavo

    -gustavo.....-falou luna suspirando

    -que foi luna ?-perguntou Gustavo

    -eu quero lutar com você-falou luna apontando para ele-aqui no coliseu e agora

    Gustavo se assustou com isso ele não entendia o por que de ela querer aquilo mais a garota estava com um olhar determinado e respondendo a ele:

    -eu me sinta fraca perto de vocês mais posso mostrar que sou tão forte quanto vocês 2

    -luna como pode falar isso e obvio que você não esta com a mesma força do Gustavo ele é como se fosse um guerreiro e você uma arqueira vocês dois tem defesas equivalente mais você e mais rápida e agilidosa que ele-falou cahethel

    -mais eu tenho de fazer isso eu preciso-falou luna mais seria que antes

    -esta bem mais não ira ser agora ainda tenho de atender os outros candidatos-falou cahethel e vocês não iram lutar sem um juiz-falou cahethel

    Após o exame todos acabaram sendo aprovados por cahethel:luna,nick,Gustavo,pafunsu,Rafael,juan e ate o brasileiro mistérioso de olhos vermelhos e após isso luna e gusta foram com cahethel ate o coliseu,o bom do coliseu e que ele era grande e dava para ate 2 lutas simultâneas mais iria ser usada apenas para uma luta,então luna e Gustavo foram entrando e cahethel fala:

    -as regras são as seguinte o primeiro que morrer perde agora comecem

    -uou,uou,uou como assim o primeiro que morrer eu achei que era uma partida amistosa-perguntou Gustavo

    -haha vocês não vao morrer de verdade Gustavo nós anjos temos o poder da ressureição,relaxem eu faço isso desde os primeiros guardiões- falou cahethel rindo

    Luna e Gustavo se olham,eles estão começando a ter um pe atraz na tal ideia

    -eu..eu.....eu ainda quero lutar-anunciou luna para Gustavo

    -entao se vai ser assim eu não vou perder-falou Gustavo

    Erguendo seus braços cahethel cria ao redor deles uma barreira para o impacto da luta não destruir o local e a luta começa com Gustavo indo pra cima de luna que revida com sua lança girando ela e fazendo a espada de Gustavo sair de sua mao,ate que ela coloca a lança no meio das pernas de gustavo pra ele cair,já caído luna enfia a lança em seu braço e o arranca Gustavo grita com a dor e usa sua técnica

    -corte estelar-grita Gustavo ainda agonizando

    E da um corte na barriga de luna que com um pulo se afasta imediatamente dele e com sua manipulação do ar se mantem flutuando e invoca uma flecha

    -venha a mim ó flecha dos ventos-fala luna

    Os ventos circulam na mao de luna ate que se solidificam aparecendo uma flecha e ela atira essa flecha em Gustavo que ao chegar perto do alvo desvia por motivo nenhum aparente

    -o que aconteceu-perguntou luna

    -luna minha técnica especial e o escudo estelar e com ele sua flecha e inútil

    Luna ficou muito puta (EBFMB)e ativou a visão escarlate e carregou outra flecha percebendo que repetir o nome da técnica era praticamente inútil e depois de atirar o impacto foi tao grande que rompeu o escudo semi invisível de Gustavo que com ódio foi pra cima de luna com a espada e o escudo e luna confiante foi em cima de Gustavo para atacar-lo com a lança mais a dor em sua barriga a fez cair no caminho e cuspir sangue e isso atrapalhou muito e Gustavo já estava chegando perto então quando ele chega bem perto luna usa sua força restante e atravessa a cabeça de Gustavo e ele cai no chão morto e luna olha para o lado e ve alguém ao longe e desmaia então cahethel fala na maior calma

    -eles sempre morrem,eu te vi ajudando ela com o escudo dele e acho que ela percebeu também,agora vem aqui acho que você já consegue reviver alguém afinal ultrapassou minha barreira sem fazer um arranhão nela-fala cahethel

    -foi um simples espinho eu acho que um empurrãozinho não ia fazer nada de mais-fala nick levantando luna no colo

    Alguns dias depois....

    Com Rafael pafunsu do lado de luna ela finalmente acorda

    -meu deus mosa você ta bem-perguntou pafunsu

    -eu não sou sua mosa e ..quanto tempo eu dormi-perguntou luna bebendo um copo d’agua que estava do lado dela

    -9 dias-falou pafunsu

    Luna cospe a agua cima de pafunsu

    -o que 9 dias-perguntou luna assustada-o torneio e amanha
    Luna deita na maçãzinha onde estava e pergunta:

    -quem ganhou a luta pelo menos-perguntou luna

    -tecnicamente empate-falou Rafael

    -o que empate-fala luna chateada

    -eu falei tecnicamente,mas eu acho que você ganhou no caso,so foi empate por que você desmaiou assim que matou o Gustavo-falou Rafael

    -a sim te deixaram dois cartões aqui-falou pafunsu

    -pode ler o primeiro pra mim-perguntou luna

    -claro la vai-falou pafunsu :nossa luta foi a melhor coisa da semana espero lutar com você novamente e pretendo vencer-gustavo hikari

    -hehe Gustavo bobo,vamos pra próxima por favor-disse luna

    -mosa estarei lhe esperando no dia do torneio uma dica por que não controlar a direção das flechas com o vento,parece uma boa,algo legal e que os guardiões do ar podem controlar tanto o oxigênio como outros gazes como o hidrogênio eu acho útil hehe,se não for eu te pago uma pizza ou pãozinho,sei que você ama pãozinho-nicholas matias

    -mensagens grandes não são o forte do nick-disse luna antes de cair na risada

    Então assim se acabava aquele dia,já no outro dia o torneio começa e todos estão la com exceção do nick aparentemente a luta dos guardiões da terra seria a ultima e por maior coincidência a luta dos guardiões do ar começara primeiro luna percebe que ira lutar contra outras garotas do elemento ar e percebe que no final da lista estava o nome yura Higashi luna gagueja:

    -eu...eu..eu..eu vou me ren..

    Ate ser interrompida com alguém pondo a mao em sua cabeça e era nick e ele pergunta olhando pra luna:

    -o que ouve mosa,por que esta chorando-pergunta nick

    -eu...me render...garota...acidente-luna assoa o naris por estar chorando muito

    -se recomponha mosa e me explique-fala nick se perguntando o que aconteceu eu vou te contar senta ai

    FLASHBACK TIME (não se preocupe isso não vai virar naruto)
    21 dias antes do nick reaparecer luna,pafunsu,rafael e Gustavo estavam mexendo nas pedras para tentar aprender a usa-las so não sabemos ainda por que ele quebrou a pedra do elemento fogo provavelmente por acidente após isso e uma criatura aracnea apareceu para atacar todo mundo e destruir todo mundo como era uma criatura de treino de certa forma os anjos deixaram ao cargo dos guardiões mata-la já que não era uma ameaça real porem ela quase matou a luna por que de acordo com os anjos era uma profecia de treino e por fim 8 guerreiros 1 da agua,1 espectral,1da escuridão,1 do vento e 2 guerreiros de terra mais o juan e o brasileiro estranho todos destruíram a criatura completamente na hora
    FIM DO FLASHBACK TIME(prometo não vai virar naruto saporra)

    -e por isso eu sinto muito medo deles moso,eles estão muito acima do meu nível de poder e por isso acho que eu vou perder-fala luna chorando
    Então nick de repende a abraça e luna fica surpresa e ele fala:

    -se você não tiver medo eu também não vou ter

    Luna se sente confiante e vai então para sua primeira luta que ira ser contra uma garota que era usuária de espada pesada e escudo,no inicio da luta luna manipula o escudo de sua adversaria com a dica de nick e cria uma flecha para matar sua adversaria manipulando sua flecha para o pescoço dela que faz quase que imediatamente uma explosão de ar e consegue vencer,já na sua segunda adversaria luna teve de enfrentar uma garota com armadura no corpo e flechas também sua primeira tentativa foi um golpe falho na armadura e logo foi empurrada para longe por uma onda de ar ate que ficou correndo em velocidade do som ao redor de sua oponente ate achar uma abertura e mirar um flecha com sua técnica pontaria certeira e a ficar fazendo sangrar pela armadura ate que desmaia no campo e a luta termina e finalmente e a luta final de luna antes de se tornar guardião mas claro estava ferida afinal a outra sabia teleguiar suas flechas também mais luna se superava e queria mostrar seu poder a nick e Gustavo por isso não iria desistir com tanta facilidade,curaram suas feridas e ela já estava finalmente pronta,era hora de lutar com yura Higashi que havia chegado na final mas luna sentia um medo mas mesmo assim entrou no campo, a luta começa e yura da um soco no ar para afastar luna para longe e conseguiu correr por tras a tempo para dar um soco avassalador na coluna da luna a ponto de faze-la cuspir sangue e cai no chão então tanta ativar sua visão escarlate

    -pode ser meu único recurso-pensou luna mirando no braço de sua oponente
    Então luna atira a flecha mas yura facilmente desvia porem com um gesto de mãos luna redirecionou as flechas para sua oponente o que fez com que ela desse uma espadada do nada para criar um tufão e desviar a flecha o que foi ta forte que arremessou luna na barreira e deu uma pequena rachadura na barreira de cahethel

    -Boa tentativa sra.higashi mais minha barreira amadora aguenta a explosão de um planeta inteiro-fala cahethel

    Sem ligar pra isso yura vai dando um soco por vez fazendo luna quase se rasgar porem um soco acaba jogando luna mais longe do que yura queria então ela vai correndo ate luna que infelizmente estava quase sem magia e tenta jogar um tufão mais faz apenas uma lufadinha de vento e ainda sobra pouca maiga que faz yura tropeçar no chão e cair na frente de luna,porem era tarde para se levantar luna cria uma barreira ao redor da cabeça de sua inimiga e com sua pouca magia corta completamente o oxigênio dela impedindo a passagem de qualquer resquício de Oxigenio,por mais que a guerreira oponente tentasse fazer oxigênio luna o absorvia como se fosse magia própria,luna sabia que talvez não iria ganhar sua oponente então decidiu acabar com aquilo ali mesmo pegou sua lança e impalou na cabeça de sua oponente e a matou e depois disso tudo o que restava era um cadáver,litros de sangue e uma vitória luna havia ganhado a batalha contra sua oponente e era a nova guardiã do elemento ar e a emoção e o sangue a fizeram desmaiar ali mesmo,porem após disso ela pergunta:

    -gusta quem vai lutar agora-perguntou luna

    -guardioes da luz ou seja o pafunsu-falou Gustavo-e o nick sumiu de novo ele apenas disse que estava orgulhoso de você e te mandou parabéns

    -mais tirando isso vamos ver a luta do pafunsu ele deve estar lutando agora ne-perguntou luna

    -ok vem-falou Gustavo

    Luna sentia intensa felicidade por ter ganhado e virado guardiã porem pensava em seus amigos afinal cahethel falou que o oraculo disse que um deles não iria passar e isso enervou um pouco luna,porem luna esqueceu isso ao ver seu amigo pafunsu lutando ela mal chega e a luta que havia começado em segundos termina com pafunsu explodindo o corpo do adversário

    -o que aconteceu aqui-perguntou luna

    -eu acho que ser guardião da luz não era so um titulo luna-falou Gustavo

    Luna não acreditou que seu amigo tinha virado guardião da luz aquele que todos esqueciam virou guardião junto com ela (não se preocupem eu vou postar isso no capitulo 4 ok XD) ele estava mais rápido e poderoso porem era a luta do grande piromaníaco rafael mais luna tinha certeza que ele havia mudado depois desse pouco tempo ate ele gritar:

    -eu vou colocar fogo nessa luta

    -ele não mudou porra nenhuma-pensou luna rindo

    FIM DO CAPITULO 3
  • a lenda de Èden/capitulo 4 o poderoso guardião fracassado (P & R)

    -isso foi rápido demais eu não vi quase nada-questiona luna
    -é assim mesmo mosa,guardiões da luz tem sua velocidade elevada desse jeito mesmo-fala pafunsu
    -eu não te dei o direito de me chamar de mosa-fala luna
    -bom vamos focar na próxima luta -fala pafunsu
    -primeiro como foi a sua luta
    pafunsu olha para cima e começa a pensar 
    -Oh não-fala luna 
                                                                 //////FLASH BACK TIME COM COMENTÁRIO EXTRA\\\\\\
    -outro flash back naaaaaoooo-fala luna
    -ja era-riu pafunsu
                                                                               INICIO DO FLASH BACK TIME
    Depois de pafunsu entrar no campo foi anunciada a luta entre ele e um cara desconhecido,quando começam a lutar pafunsu da um chute que afunda o rosto do sujeito e o dito-cujo perde a luta
                                                                                   COMENTÁRIO EXTRA
    -isso foi rápido,até demais-falou luna

    -guardiões da luz tem uma velocidade muito alta,porem uma defesa baixa de mais-falou pafunsu

    -por isso acabou rápido-fala luna

                                                                              CONTINUAÇÃO DO FLASH BACK TIME
    E na outra luta,era um guardião mais lento e com muito mais defesa,porem pafunsu era muito rapido e o outro cara nem chegara perto de sua velocidade e pafunsu o finalizou com facilidade,e por fim a ultima luta,porem esse cara era diferente dos demais 

    -acho que vou aparecer dele e dar aquele baita chute trava coluna nele- falou pafunsu

    ele o faz porem erra,por que seu adversario se defendeu com um outro chute,então tentou dar um soco e seu oponente parou o soco com outro soco ate que pafunsu pensa:

    -vou jogar um trovão nele 

    então pafunsu joga um trovão que errou,porem servia apenas para atrapalhar e atrair o adversário,perto o suficiente para atravessar a sua cabeça com uma mao aberta e eletrificada e assim que atravessa sua cabeça ela explode e ele é declarado vencedor da luta e o primeiro guardião da luz
                                                                                          FIM DO FLASHBACK TIME
    -agora falta a luta de quem-pergunta pafunsu

    -do gustavo-fala luna

    -era,não é mais,agora é a luta do rafael-fala gustavo

    -vai chorar-zoa pafunsu

    -nao,mais to quase-fala gustavo

    entao,finalmente os guerreiros de fogo entram em campo porem o destaque é mais do brasileiro de altura mediana e cabelo escuro e forte,estava sendo destaque por ser um daqueles que ajudou juan com aquela criatura de fogo e estavam em punhos uma luva e uma espada,algo que digamos era meio diferente,afinal pra que usar uma luva,mas ao iniciar a primeira luta que no caso era a dele o rapaz qua agora sabiamos o nome por anuncio de cahethel:lan santiago era seu nome e por coincidencia o outro cara tambem era brasileiro e se chamava edgar

    -isso esta muito estranho o nick falou que cabelos de cores estranhas sao caracteristicas dos descendentes dos guardiões da terra,só que nenhum dos guardiões do fogo tem olhos vermelhos,nem o rafael tem isso-fala pafunsu

    -pafunsu eu quero assistir-fala luna sentada em uma cadeira de rodas comendo um pãozim

    ao começar a luta edgar solta uma bomba de canhão de fogo 

    -esse ataque pode incinerar um planeta inteiro diga adeus aos seus ossos-fala edgar com uma risada alta

    lan apenas poem sua mão com a luva para frente e devolve para seu oponente o ataque como se não fosse nada e incinera completamente todo o seu corpo até reduzi-lo a cinzas

    -isso foi rapido-falou luna

    -luna para de falar so isso,mas realmente foi bem rapido,rapido ate de mais-fala pafunsu 

    porem a proxima pessoa a entrar em luta é seu amigo rafael

    -bom é isso vou conseguir-falou rafael

    no inicio da luta refael lança seus ioios a ponto que ficassem com suas cordas por todo o campo,quase que impossibilitando seu adversario de se mover,entao o adversario tenta queimar as cordas,que apenas ficavam em seu lugar sugando a energia e repassando a força pro ioio que ia ficando maior e deixando as cordas cada vez mais quente e entao rafael mexeu seus fios ate que cortou seu adversario e transformou-o em uma especie de picadinho frito de carne humana e entao rafael e declarado vencedor da luta

    -meu deus(do ceu berg)que nojo ele cortou o cara como picadinho argh-fala luna
     
    -meu deus que merda to com vontade de vomitar-falou pafunsu

    cahethel pede para alguem vir la para ressucitar o rapaz e devolve-lo a terra,afinal o perdedor teria apenas os poderes retirados e depois iria ser mandado para a terra para poder viver normalmente a sua vida na terra 

    -espero que perca logo,esse garoto é um piromaniaco sadico,nao seria uma boa te-lo como guardiao-pensou cahethel 

    a proxima luta sera entre lan e rafael

    -se prepare para ser queimado-falou rafael

    a cara de ridicularizaçao de lan era tao grande que chegou a ser ridiculo pra ele o que rafael falava,entao meio totalmente puto da vida rafael jogou seu ioio em cima de lan que nao apenas segurou como tambem quebrou o mesmo 

    -serio isso nao destroi nem um planeta anão gelo,acha mesmo que pode comigo-sacaneou lan

    tudo isso deixa rafael mais puto e tambem desesperado,ele refaz o ioio com suas chamas e aumenta o tamanho do mesmo a ponto de poder subir em cima do ioio como um carro gigante e tenta atropelar lan que desvia com uma facilidade enorme com se estivesse apenas dando um pulinho pro lado e da uma zoada

    -tao lento que nem chega a mach 1

    rafael putao responde:esse deus aqui chega a mach 36.000 

    -nao chega nem a mach 900 de tao lento 

    rafael acelera mais uma vez e lan apenas pega sua espada e da um corte certeiro no meio do rafael e corta o ioio dele ao meio e antes que rafael pudesse reclamar lan aparece rapido atraz dele e corta sua cabeça em instantes e assim lan e declarado ganhador por cahethel  e na plateia luna fala:

    -ele perdeu mesmo meu desu,eu dont believe

    -perdeu feio-fala pafunsu

    -nao acredito nisso-fala gustavo irritado-ele nao devia ter perdido 

    sim era isso rafael tinha perdido feio e lan havia se tornado o novo guardião do fogo,rafael foi ressucitado,teve seus poderes extraidos e foi mandado para seus pais na terra com a advertencia de nao mexer de novo em fosforos,mas claro cahethel deixou ele se despedir dos amigos afinal as proximas lutas seriam seguidas em elemento:agua,depois espiritual,depois escuridao,depois terra e por ultimo estrela ja era quase certo os vencedores afinal no ataque ja tinha uma da agua,uma da espiritual e uma da escuridão porem terra e estrela foram considerados dificeis de saber afinal havia tres guardioes da terra no incidente e nenhum da estrela,mas apos as despedidas começaram as batalhas da agua e a vencedora foi kamillie orihara da oceania,foi uma luta rapida nao igual a dos guardioes da luz mas tambem tinha seus meritos

    -aposto que foi bem facil ne,kamille ou posso te chamar de kamie-fala luna para a nova guardiã

    -serio querida e a sua-fala kamie

    -eu quase morri-fala luna

    -deveria ter morrido-fala kamie

    -que moça ruim pra eu-fala luna

    pra se ter uma ideia do quao rapido foi cada luitra era aproximadamente 20 segundos por luta depois disso era uma vitoria muito facil

    -nao curti essa moça,,mas curti as outras duas -falou luna

    essas tais garotas eram as duas dos elementos espiritual e escuridão,regendo o elemento da escuridão estava uma garota chamada julie kanam de istambul tinha uma personalidade calma e bem calada e ate alegre porem muito timida e gostava de chamar todo mundo de demonio algo que mostrava seu autismo com força altissima e regendo o elemento espiritual estava giulya kim than essa diferente da ultima ja era mais ativa e animada e gostava de cantar do nada,em especial k-pop (eu tenho uma amiga que gosta dessas musicas e como eu tava sem nada melhor pra colocar presente pra voces) as 2 seriam as mais novas guardiães do grupo 
                                                                            ENTREVISTA UTILITARIA COM LUNA GERLOFF
    -oi,oi,oi tudo bem,tudo bão-pergunta luna

    -tudo bem-fala giu

    julie calada

    -que merda eu to fazendo aqui-falou kamie

    -entrevista,xiu-sussurra luna

    -nao quero ficar no autismo de voces-fala kamie

    -xiu,agora continuando como foi a ultima luta de voces-pergunta luna

    -eu so entupi a mina de agua e explodi ela,como qualquer ser humano normal faria-fala kamie

    luna assustada pergunta:

    -e o que voce mais gosta kamie

    -rola-fala kamie-de varias idades idades,de muitos amores

    luna vermelha finge que nao escutou nada e passa para giu

    -entao giu como foi sua luta-pergunta luna

    -eu basicamente invoquei espiritos do alem e fiz todos atacarem como distraçao e voei por debaixo da terra em forma fantasma e possui o meu oponente por traz enquanto secava seu corpo-fala giu

    -e pior que a primeira-pensou luna desesperada

    e assustada luna pergunta com uma cara de nao me mate:

    -e....doq......do que voc.....do que voce gosta

    -kpop,escuto o dia todo,ate dormindo se possivel-fala giu 

    Luna agarra giu e fala:

    -meu desuuuu nos vamos dar tao bem

    -giu esta assustada com voce apertando ela assim luna-fala gustavo como um cameraman ou algo do tipo

    -ok,ok,ok eu largo,mas agora e sua vez julie-fala luna

    luna ja simpatiza com a garota ser baixinha a ponto de parecer uma versao de mini-chibi baby edition

    -entao como voce venceu-pergunta luna

    julie fica calada

    -fala pelo menos de quem voce gosta

    entao a garota gagueja e fala:
    hu..hu....hu...huinglerson-e some em uma sombra de vergonha 

    todos os presentes ficam calados por um instante e luna com um sorriso encerra a transmiçao

    -bae,bae pessoas-fala luna
                                                                              FIM DO ENTREVISTA COM LUNA GERLOFF
    -o que foi isso perguntou gustavo

    -nem eu sei acho que ela gosta do....-fala luna ate ser interrompida pelo pafunsu

    -quem gosta de quem-pergunta pafunsu

    -eu..eu gosto muito de pãozim-fala luna

    -e eu gosto de assistir a luta,elas sao muito bacanas

    -principalmente as com poderzinho sem a rajada tipo seu ataque na ultima luta-fala luna

    -e eu tambem-fala giu sobrando no canto mas manjando da situação 

    -e a proxima luta parece estar prestes a começar-fala pafunsu

    e julie estava com eles porem calada 

    -ainda bem que voces gostam por que o nick e o juan vao lutar daqui a pouco-fala pafunsu

    -eu avaliei os dois,so iram se encontrar se for na final,mas seu amigo nao tem chance o poder do juan é anormal para um guardião da grama,eles nao passam de curandeiros e protetores,juan de algum jeito serve de ataque e aquele modo dele nao vai ajudar em nada-fala julie

    -ela falou-riu pafunsu-finalmente hahaha

    julie some de novo e pafunsu estranha novamente (ate ai tudo normal)

    -ela ate que ta certa a luta deles vai ocorrer no final,vai ser emocionante-fala luna

    -duvido que esse tal de nick ganhe,nao esqueçam que tiveram 3 guardiões da terra no incidente e pelo jeito ele vai lutar com os 3-fala giu

    -eu confio no moso-fala luna

    -eu tambem-fala gustavo

    -concordo-fala pafunsu

    entao as outras guardioes retrucam

    -vai levar surra-fala kamie

    -chute na butt-fala giu

    -uhum-fala (ou grunge)julie 

    entao alguem vai andando naquela direçao era lan

    -alguem percebeu que o primeiro nome dele e mais japones que o do gustavo-fala pafunsu

    lan vai ate gustavo e da um soco com força na barriga dele que o faz cair,e o arrasta pelo cabelo ate cahethel,entao cahethel ouve o que o garoto tem a dizer e troca umas letras de um crachazinho que esta com cada um

    -o que aconteceu-perguntou luna

    -esse cara no dia que eu cheguei aqui deu um jeito de trocar nossos nomes e nacionalidade pra ele parecer japones,eu sou o unico hikari aqui,Lan Hikari-fala Lan

    -nao tendi nada-fala luna 

    -nem eu-fala pafunsu com gustavo vomitando sangue nos braços tentando ajeitar ele

    -aquele e o amigo de voces indo pro ringue-fala kamie

    -e ele sim-fala gustavo meio tonto

    -e o moso-fala luna

    -parece ter uma rola bacana-fala kamie passando a lingua sensualmente entre o labio 

    -eu mereço-fala luna envergonhada de como caminha a humanidade

    mais todos estavam ansiosos afinal nick iria lutar finalmente contra alguem,afinal apos uma historia com aquela (cap2) era impossivel nao ficar curioso com o treino,entao entram em campo um dos 2 caras do incidente e nick dormindo por que cahethel apenas o lançou pro campo enquanto ele dormia meio ensanguentado

    -prontos-fala cahethel-comecem

    -isso nao e justo o moso ta dormindo-fala luna

    entao no meio do campo o outro cara grita:

    -ninguem te perguntou nada,indiazinha

    luna e seus belos cabelos de india se ofendem e mandam ele se-fu mentalmente

    a luta começa com o adversario apontando-lhe o dedo e falando:

    -renda-se eu sou o mais forte aqui e posso destruir qualquer um

    ele era alto como se tivesse 2m e 10 de altura,mas nick ja esta dormindo no chão,como se estivessem pouco se importasse  e seu oponente considerou isso como uma afronta direta de nick e da um soco no chao causando um terremoto que apenas fez nick ficar rolando pelo chão ate que foi chegando perto de seu adversario rolando pela grama do local e ao tentar esmagalo com um pisao,nick chuta ele no rosto ainda no chao dormindo e afunda o rosto do pobre rapaz que ia esmagar a cabeça de nick com um pisão e ainda racha a barreira media de cahethel,todo destruido pelo chute o guerreiro se levanta porem ja e tarde nick esta em pe em sua frente dormindo e lhe da um soco na barriga que explode tanto o seu estomago quanto o resto da barreira do cahethel,entao cahethel fala:

    -treinamento duro pessoal,vamos fazer magia do tempo no sr.matias pra ver se acorda

    apos tenta usar a magia do tempo cahethel nao consegue e fala:

    -nao acredito,mudança do tempo nao funciona nele

    -o que isso quer dizer-pergunta luna

    -significa que nem se eu mudar o tempo,o nick nao vai ficar parado,nao vai envelhecer mais rapido e nem tentar diminuir a velocidade dele e ainda me proibe de viajar pro passado enquanto eu estiver a 1 galaxia de distancia dele-fala cahethel

    -chega vei,esse cara ta muito apelão-falou pafunsu

    -disse o cara que terminou 3 lutas em 4 milisegundos-fala nick

    -voce nao tava dormindo-falou pafunsu

    -habilidade de fotossintese e so eu estar encostando em terra que eu me recupero mais rapido-fala nick

    -bom mais tirando isso-nick colocando um punho fechado em frente ao rosto so que com um sorriso corajoso-eu vou vencer todo mundo,que esta aqui eu prometo isso pra voces 
    FIM
    __________________________________________________________BONUS_________________________________________________________________

    NOME:Kamille Orihara        APELIDO:Kamie         PAÍS:Australia
    ELEMENTO:Agua        HABILIDADE:Solidificação e Gaseificação
    GOSTA DE:Instrumentos Pessoais Masculinos (IPM)

    NOME:juliane kanam      APELIDO:Julie     PAÍS:Istambul
    ELEMENTO:Escuridão      HABILIDADE:Nuvem escura
    GOSTA DE:Pafunsu (DARK STALKER)

    NOME:Giulya kim than    APELIDO:Giu      PAÍS:Coreia do Sul
    ELEMENTO:Espiritual      HABILIDADE:Necromancia
    GOSTA DE:K-POP

    ________________________ERRATAS__________________
     NOME:Gustavo Santiago  APELIDO:Gusta ou Gustavo  PAÍS:Brasil
    ELEMENTO:Estrela     HABILIDADE:Escudo Estelar
    GOSTA DE:Olhar as estrelas

    NOME:Lan Hikari   APELIDO:Nenhum   PAÍS:Japão
    ELEMENTO:Fogo    HABILIDADE:Escudo Estelar
    GOSTA DE:Não se sabe




  • A verdade está onde nunca a procuramos — Crônicas do Parque

    Era uma daquelas manhãs escaldantes com temperaturas que variavam de trinta e cinco a trinta e oito graus célsius, com sensação de quarenta a quarenta cinco no centro-norte de Israel. Como de costume me encontrava todos os Yom Sheni (segunda-feira) no parque de Kfar Saba, fazendo manutenção nas piscinas ecológicas.

    Pegava meu bastão de rede, uma caixa plástica preta dessas de armazenar verduras em supermercados, e um balde vazio de comida de peixes ornamentais. Entrava na piscina e submergia até os joelhos no primeiro terraço em que ficava as Nymphoides, espécies do gênero das plantas aquáticas que crescem enraizados no fundo com as folhas a flutuar à superfície da água, de cores brancas, amarelas e variadas tonalidades de flores rosa, da família Nymphaeaceae.

    Prendia meu smartphone pela sua capa ao cordão que ficava no meu pescoço, em que segurava ao peito um Magen David (Estrela de Davi) com um rosto de leão no centro, e colocava uma música suave para iniciar o meu trabalho de cuidar dos nenúfares.

    Em especial, aquela era a piscina ecológica que eu mais gostava dentre todas outras que dava manutenção no centro-norte. Pois além de ser a maior dessa região, estava em um parque bonito e tranquilo arrodeado de belas esculturas. Essa piscina era especial, pois era a única de todas que tinha uma original carpa cinza gigante, espécie de peixe de água doce originário da China, e também havia um canteiro com Lotus Branco (Nelumbo Nucifera), um género de plantas aquáticas pertencente à família Nelumbonaceae da ordem Proteales, e também era lotada de peixes Koi (Nishikigoi), tendo o Higoi (carpa vermelha), o Asagui (carpa azul e vermelha) e o Bekko (branca e preta), que são carpas ornamentais coloridas ou estampadas que surgiram por mutação genética espontânea das carpas comuns (carpas cinza) na região de Niigata no Japão, tendo também outras inúmeras variedades de peixes ornamentais como: peixes dourados, peixes barrigudinho (Guppy) de diversas cores, aruanãs, entre muitos outros.

    Nesse dia em especial, me senti constantemente sendo observado por um senhor de chapéu azul e cabelos grisalhos que aparentava ter a idade de oitenta anos. Estava bem vestido e mantinha sempre um sorriso no rosto. Ele se encontrava sentado em um banco largo que ficava próximo a piscina. E lentamente eu me aproximava dele ao curso do meu oficio de retirar as folhas amareladas dos nenúfares. E ao me aproximar daquela figura atraente, eu o cumprimentei com um Boker Tov (Bom Dia), e ele me respondeu com um Boker Or (Manhã de Luz). Assim trocamos sorrisos, e me voltei novamente para o meu ofício matinal.

    Quando o balde em que colocava as folhas amareladas e flores mortas dos nenúfares se encontrou cheio, me retirei da piscina para esvazia-lo, o despejando na caixa plástica preta que estava perto do banco em que o senhor de chapéu azul se encontrava sentado. E ao me retirar para regressar a piscina, ele elevou a sua doce voz anciã, perguntando-me:

    _ Atah Rotze coz cafeh (Você aceita um copo de café)?

    Então, de imediato lhe respondi:

    _ Ken, efshar (sim, aceito).

    Então, ele retirou de uma sacola de pano um bojão de gás pequeno e enroscou uma pequena boca de fogo nele, acoplando. Colocou o aparato ao solo, e retirou da sacola uma garrafa pet de coca-cola com água, uma pequena chaleira e dois copos de aço inoxidável. E, enquanto ele despejava a água no recipiente e ascendia o fogo com um isqueiro para ferventar, fez um sinal com as mãos para eu me sentar ao seu lado.

    Enquanto a água estava para ferver, nos apresentamos e ele me fazia inúmeras perguntas sobre mim e meu oficio. Perguntas comuns que eu já estava calejado em responder. E depois que ele preparou o café, comecei também a interroga-lo. Para minha surpresa descobri que ele não era judeu, mas árabe. Sendo que falava um bom hebraico sem sotaque e se vestia elegantemente, como um velho Ashkenazi. Além dele ter olhos de uma cor azul claros como o céu que estava sobre nossas cabeças. (…Nós, e nossos pré-julgamentos…).

    Ele me falou que viveu muito anos na Espanha, sendo um mestre sacerdote de Sufi gari (Tasawwuf), uma arte mística e contemplativa do Islão, assim como é a Kabbalah para os judeus. Ele viu o Magen David em meu peito, e disse que era bonito esse símbolo com um rosto do leão no centro. Também, me falou que esse símbolo em que os judeus se apropriaram o colocando em sua bandeira, é de muita importância para o Tasawwuf (Sufismo). E me revelou segredos importantes sobre o significado desse símbolo.

    Conversamos sobre muitas coisas, e eu o interrogava mais e mais, pois vi que esse senhor era muito sábio e ciente de tudo que falava. Ele me revelou coisas sobre a conduta do corpo, como postura e fala. Falou-me sobre pensamentos, músicas e danças místicas, e, sobre alimentação e jejuns para se ter uma vida espiritual equilibrada com o corpo físico. Nesse assunto, eu perguntei a ele porque não se deve comer carne de porco. Até porque eu já tinha perguntado a muitos rabinos e religiosos judeus o porquê de não comer a carne desse animal, e muitos não sabiam me responder ao certo. E os que respondiam, falavam que estava escrito nos Livros da Lei, a Torah, mas não sabiam perfeitamente o porquê.

    Diante da minha pergunta, ele sorriu e me disse algo em que fiquei atônito. Contava ele que os porcos eram seres humanos amaldiçoados, por levar uma vida sexual pervertida na sua última encarnação. Ele me disse que por isso dentre todos os animais o porco era o mais inteligente, e, que seus órgãos internos como fígado, rins e coração são muito parecidos com os nossos, pois na verdade era um ser humano que encarnou nessa condição com a total consciência de sua vida passada, mas que devido ao fato de estar em um corpo animal atrofiado não podia se comunicar para se revelar como tal. Nasceu nessa condição devido a decadência espiritual de sua vida anterior como ser humano, ao se entregar aos prazeres sexuais nojentos e tenebrosos, por isso esse animal pode levar até trinta minutos tendo orgasmos. E assim, veio nessa condição para viver em sua podridão, ao comer seu alimento e dormir misturado as suas fezes, mesmo tendo a inteligência de defecar em um mesmo lugar, são condicionados pelos seus criadores (seres-humanos) a viver junto ao seu excremento. Também, ele me falou que o porco não tem a capacidade de olhar para cima, não podendo ver o céu, e sua pele não pode ser exposta a luz solar por muito tempo, pois não consegue transpirar, e pela falta de umidade decorrente do suor pode sofrer fortes queimaduras. Nasceu para olhar para baixo e se esconder da luz, sendo forçado por essa natureza a viver na lama. Ele também me disse, que o porco é o animal mais amaldiçoado do que a serpente, pois os porcos são invulneráveis às suas picadas venenosas. E concluiu:

    _ É por isso que não se deve consumir a carne desse animal, pôr na verdade ser um ser-humano totalmente consciente em forma atrofiada. _ e, acrescentou me revelando algo_ Você sabia que não a diferença de gosto entre carne humana da carne suína… ambas possuem a mesma textura e sabor.

    Uau! Diante desses fatos que me foram apresentados por esse velho sacerdote Sufi, eu fiquei estupefato. E, entendi o porquê de George Orwell escolher os porcos para serem os protagonistas da revolução em seu romance satírico (Animal Farm — A Revolução dos Bichos). Provavelmente, ele sabia desse conhecimento do Tasawwuf. E isso me fez pensar, o quanto os antigos sabem do que não sabemos. Essas são respostas que não podemos encontrar no oráculo Google. Respostas de um velho de oitenta e poucos anos sentando em um banco de parque.

    O velho me vendo atônito, colocou seus aparatos de café na sua sacola, levantou-se, despediu-se e saiu sem mais nada a dizer.

    E lá no banco do parque de Kfar Saba fiquei com a mão no queixo, vendo os peixes e as nymphaeas. Tão Ignorado em minha ignorante aquariofilia.
  • A vida te desenhou bela

    Meio mandona, bastante chorona, não gosta de brigas e prefere o silêncio, assim como eu. Gosta de poesias, cores, a lua e as estrelas, nada ligado aos astros, apenas admirava o brilho no céu escuro mesmo, que bom, a gente acreditava que nada pode modificar nosso futuro a não ser nossas próprias vontades. A vida a deixou cheia de marcas, foram essas que fizeram dela uma garota forte, ela só não se tocou disso ainda. 
    Ela não era muito confiante, mas com o tempo acabou perdendo o medo de muita coisa, diz que foi por minha causa, quem mais ganhou com isso fui eu. Nossos gostos musicais são bem diferentes, ela gosta mais de sertanejo e eu mais de rock, é difícil encontrar uma música que agrade a nós dois. 
    Ri de quase tudo com aquele sorriso desajeitado, seus pequenos olhos se fecham um mais do que o outro enquanto ela ri. Ela é linda! 
    Sobre aquelas marcas? Pois é... desenharam ela da forma mais bela que eu já vi.
  • Alguns pontos que a história carrega: influência humana

    Demostra o individualismo encarnado no ser humano junto ao seu instinto natural para maldade, concretizados com a utilização do capitalismo. A junção desses fatores levou a história do mundo a ser cruel como é, onde a desigualdade de raças, de países, de direitos comanda; Inspiradas na brutalidade das guerras, do nazismo e da escravidão; Com a intolerância tamanha a do Ku Klux Klan. Um mundo que comportaria a todos, foi restringido a potências capitalistas, que visam o lucro a qualquer custo, destrói deliberadamente o ecossistema com indústrias poluidoras, queimadas, mineração, desmatamento e explosões. Digo que a tecnologia evoluiu muito, quem imaginária andar em carros, viver em arranha-céus, mas digo também que a mente humana regrediu ao seu próprio umbigo. Só começaram a se “preocupar” com a terra quando ela passou o aviso do aquecimento global, degelo, seca, entre outros; Mas não devemos nos iludir que eles despertaram e tiveram a noção que são dependentes da natureza, que está dando seus últimos sinais de vida. Mas sim, estão com medo que sua mina de ouro acabe, que seu petróleo seque. O capitalismo, a globalização, a tecnologia tirou nossa essência animal e nos moldou em robôs sem consciência, ligados não a subsistência, mas a cultura do excesso; Pode se ver isso em casos como a obesidade nos EUA muito desenvolvido e em contraposição a subnutrição na África menos desenvolvido e sempre explorado. Os seres humanos que tentam ir contra o sistema são reprimidos com voracidade, característica das muitas ditaduras que a história carrega. Devemos lembrar dos revolucionários como Abraham Lincoln, Martin Luther King, ajudadores de judeus no Nazismo, entre outros. Deve-se relembrar quão bom é ser livre, um ser humano, um animal racional e como é terrível ser participante de uma guerra, de um massacre, principalmente se ele for contra nosso próprio lar, que é o planeta terra. Vamos deixar a corrida armamentista para trás e vamos nos unir em uma corrida pela vida, pela paz e pela sobrevivência do nosso tão mais importante ecossistema.
  • Alma Perdida

    Ela era uma prostituta. Mas não era uma prostituta qualquer, nela havia algo especial. Cercada de tristeza e dor, seu corpo possuía tons curiosos.
    Carmen, filha de João e Maria, cresceu ouvindo que o mundo era vazio, um lugar sem esperança. Quando criança, tentava de todas as formas agradar os pais que trabalhavam dia e noite para poder colocar o pão na mesa, chegavam cansados e só verificavam se Carmen estava viva, não prestando atenção acima da mesa: ‘’Papai,Mamãe. Eu não sei muito sobre vocês, contudo isso é uma das consequências da vida que fomos destinados a ter, porém amo vocês do mesmo jeito que qualquer outra filha amaria.”
    Aos 16 anos, os pais de Carmen morreram e a adolescente foi morar com o único parente que tinha, seu tio. Era uma casa fria, sem cor. Todas as noites, ela chorava baixinho, no canto do quarto, implorando para sentir alguma coisa: felicidade, tristeza, raiva... Algo que mostrasse que ela ainda estava viva e não somente sobrevivendo. Seu tio, uma pessoa amarga, chegava bêbado em casa todos os dias e, naquela noite, ele escutou um murmúrio vindo do quarto. Alguém chorava. Uma alma perdida pedindo socorro. ‘’Eu vou te dar um motivo para sentir algo.’’, disse, puxando a cinta e espancando a jovem Carmen.
    E naquela madrugada, ela de fato sentiu algo: repulsa. De si mesma. Olhava para os hematomas e as lágrimas não faziam seu caminho pela bochecha mais, era uma dor mais profunda. Julgou que a melhor forma de acabar com aquilo era fugir e assim fez, saindo sem rumo. Vagou pelas ruas, somente o tempo conseguiria cura-lá.
    Passaram- se anos, Carmen se encontrava no banheiro do posto, enquanto passava o batom tão vermelho quanto seu próprio sangue, um sorriso falho no canto dos lábios. No relógio marcava 00:00, deu um passo para o lado de fora, sentindo o vento frio contra sua pele pálida. Mais uma noite de trabalho.
    Uma mulher diferente de todas as outras, parada no ponto, vendendo aquilo que sempre desejou ter, o puro amor.
  • Apenas Um Garoto

    Em 1994, numa cidade do interior de São Paulo, nasceu um pequeno garoto. Coitado… Desde pequeno já vivia à sombra do tormento que seria sua vida. Logo ao ganhar parte nesse mundo já virara um problema. Seus pais, jovens, 19 anos, o tiveram contra sua vontade, deixaram suas vidas e sonhos de lado por causa dele. O tempo passou, e assim como o tempo, a inocência do garoto foi embora. Com apenas 5 anos ele já sabia que não merecia viver. Já escutava ocasionalmente seus pais brigando e reclamando dele, chamando-o de problema, dizendo que deveria ter sido abortado, mas o garoto nunca abriu a boca pra falar sobre o que escutara em casa. O tempo continuou passando, ele agora tinha 11 anos, e continuava pensando que não merecia viver. Esse garoto, mesmo com todo esse sofrimento, sempre foi muito bom em disfarçar. Ninguém imaginava o que se passava na cabeça dessa criança. Medos, desilusões, depressão, tristeza, amargura. Tudo isso era dele, e apenas dele, pois nem amigos o mesmo tinha capacidade de ter. Um dia ele conheceu um outro garoto, aparentemente feliz. Ele tentou evitar esse garoto, mas não conseguiu, e de alguma forma ganhou seu primeiro amigo nesse momento. O tempo, maldito tempo, continuou passando e apenas estragando o protagonista dessa história. Esse amigo que ele conheceu, seu único amigo, faleceu aos 17 anos. Durante 6 anos esse garoto sentia que merecia viver, sentia que tinha alguém que se importava, mas esse alguém foi removido brutalmente de sua vida. Desse dia em diante o garoto concluiu “Não tenho direito de viver. Não tenho o direito de ter um laço de amizade sequer.” e passou a evitar tudo e todos. Ele viveu sozinho por alguns anos, teve algumas novas amizades e namoro, mas todos, sem exceção, foram decepções. 2015 chegou. Faculdade, carro, dinheiro. A vida desse garoto começou a mudar. Ele novamente fez laços de amizades e está namorando há quatro meses. Esse garoto já está estragando seu namoro, já está se calejando para caso tudo venha a ocorrer de novo e ele seja jogado sozinho na vida, como merece ser jogado. Alguém, por favor, ajude esse garoto. Alguém, por favor, me ajude…
  • Apenas um sonho

    Descobri meu refúgio em você
    Vivemos o melhor que a vida tem,juntos
    Contra todos,vencemos
    Mas,onde você foi?

    Sinto que não posso te encontrar
    E a solidão aumenta a cada segundo
    Lembro de cada sorriso seu
    Não pode ter ido embora

    Foi tudo apenas um sonho?
    Não posso acreditar
    Foi tudo apenas um sonho?
    Não posso acreditar

    Nosso amor não se perdeu
    Quero cada segundo da minha vida com você
    Só te encontro nos retratos
    A sua espera a toda hora

    Minha vida virou uma escuridão
    Talvez ainda exista no meu sonhos os seus sorrisos
    Não posso ter te perdido

    Foi tudo apenas um sonho?
    Não posso acreditar
    Foi tudo apenas um sonho?
    Não posso acreditar
  • Aquela história pt.1

    “Eu lembro até hoje o dia em que te conheci, você era tudo aquilo que eu sempre disse que eu não queria na minha vida, era o oposto de tudo o que eu acreditava: era a felicidade, o amor, a alegria de viver, tinha um sorriso diferente, mas admito que era um lindo sorriso. Pois é, agora percebo que quando te vi, meus sentimentos já estavam confusos em  relação a você. Me lembro que você estava vestida com uma saia de tulê, como alguma menina de 6 anos que voltava do Ballet, usava uma blusinha curta com renda que definia perfeitamente sua cintura, nunca te perguntei o verdadeiro motivo de estar assim aquele horário, mas você usava um salto preto e me lembro que tinha cílios enormes.
    Você chorava quieta no seu canto e lia um livro, mas na mesma medida em que chorava você estava lá, rindo , sorrindo, sorrindo com todo o amor que você tinha no coração , sorrindo discretamente é claro. 
    Que eu me lembre, entrei no outback para comprar um café, precisava curar a ressaca da noite que havia passado. Era umas 4:00 da manhã e não tinha ninguém lá dentro, bom eu achava isso, até chegar perto do caixa e ver os sofás vermelhos que tinham por lá. 
    Quando olhei para eles, te vi.
    Nunca imaginei que daria nisso, te vi chorando, lendo, sorrindo, ouvindo música, NOSSA! Você era realmente confusa. Perguntei ao caixa se eles vendiam café, claro que ele riu de mim, então olhei novamente pra você e te vi com um copo de café. Perguntei a ele como você poderia estar tomando café se ali não vendia, então ele riu de mim novamente e me pediu para olhar de novo, foi aí que reparei em tudo que havia em você, o cabelo médio todo enrolado, a pele morena, o olho pequeno ( com marcas de choro recente) , as bochechas grandes e rosadas, a unha vermelha, a sua roupa de 6 anos quase elegante, mesmo sendo meio infantil, que eu achei estranhamente linda, e claro, reparei no seu livro e principalmente no seu copo de café. Era um MC café. E assim todas as dúvidas começaram: estávamos no meio da estrada, não tinha como ter um MC café por ali. Enfim, eu PRECISAVA de café àquelas horas, precisava me livrar daquela dor de cabeça, e havia somente aquele comércio perto da minha nova casa (Que tipo de pessoa resolve morar perto de uma estrada? pois é) , não tinha como eu voltar pro meu apê naquele estado e fui na sorte falar com você. Deixei o caixa falando sozinho, CARINHA CHATO, e fui até os sofás vermelhos. Cheguei bem perto, e quase sem coragem, tive um impulso e consegui ser educado, te pedi licença e me sentei. Você olhou pra mim de baixo pra cima, aqueles cílios fizeram um desenho no ar. Te vi assustada, mas logo relaxou, você disse que eu podia me sentar, abriu um sorriso despreocupado, me disse oi e perguntou se eu estava bem. Lembro-me que esqueci o que eu tava fazendo ali, só fiquei sem chão com tanta simpatia, me vi ali, esperando mais um sorriso, e tentando entender o que havia acontecido com ela, por que ela estava de salto àquelas horas no outback?Por que ela chorava? por que ela havia sorrido pra mim sem nunca ter me visto? Nesse dia eu me encantei pelo oposto de mim, pela pessoa mais feliz que já passará pela minha vida. Assim, com apenas um "Oi". 
    PS: Posso dizer que descobri muitas coisas no momento em que te vi pela primeira vez, apenas um pouquinho sobre você”{Camila Rodrigues, Autores.com.br}
  • As aventuras de Guto: O diário de Thiago

    Desde do começo da turma de Guto,existia um garoto não muito esperto,careca,com sua camisa listrada e calça xadrez,sim Thiago,esse personagem que tinha um diário. E para ninguém descobrir,ele tinha uma hora especifica para escrever nele,as 4:30 am só que Guto e Charlie desconfiaram disso na festa do pijama a noite toda:
                      - Olhem,são quatro e meia da manhã,sabe o que vamos fazer???-Disse Guto.
                      - O quê? - Respondeu Charlie com um pingo de curiosidade(como sempre)
                      - È hora de jogar SUPER MANO BOSS!! -Guto disse com muita felicidade.
                  Mesmo querendo muito jogar esse jogo,Thiago não iria conseguir dormir se não escrever no diário e assim,saindo quebrando tudo,quase atropelado,e acertado por um lutador de boxe,Thiago chegou na sua casa e finamente estava escrevendo no diário,mas o que ele não sabia é que Guto e Charlie seguiram ele e estavam vendo o que ele estava fazendo:
                      - Bem. -Suspirou Guto. - Ele tem um diário e nem nos contou??? Eu vou descobrir o que ele nos esconde.
                      -  Mas Guto,isso pode ser considerado invasão de privacidade. - Falou Charlie.
                      - NÃO...a gente está invadido o diário,não a dona privacidade da rua de baixo. - Respondeu Guto
                      - Não essa privacidade...aff - Tentou explicar Charlie.
                 Pena que Charlie sabia é que "o que o Guto promete,ele faz'' e então por cinco dias e noites,ele tentava descobrir o que tinha dentro do diário de Thiago,mas ele sempre caia nas armadilhas de Thiago,então veio buscar um grupo da pesada.
                 Os meninos mais espertos do bairro foram(obrigados) a ajudar Guto,e descobriram que o diário estava todo o tempo debaixo da cama,pois é claro,ele é mais burro que uma pedra.Mas a emoção para ver o diário foi grande,ele foi abrindo e tiveram uma decepção que no diário não tinha nada,e então um fenômeno aconteceu,Guto pela primeira vez afirmou que estava errado e foi embora,só que o diário verdadeiro estava dentro do seu armario

      Moral:não invada a privacidade dos outros,mesmo que ela seja sua vizinha...Não não é isso.
  • ATRAVÉS DOS OLHOS DO TEMPO

    Quando era mais nova, os adultos sempre falavam que eu nunca havia tido problemas de verdade, que eu só os entenderia quando alcançasse a sua idade, Mas na verdade, eu percebi algo: os mais velhos nos apresentam esse quadro fictício porque ouviram de seus antecessores e acataram sem se dar conta de que o reproduziam sem estudar suas próprias vidas.  
             Você vai passar anos da sua existência desconsiderando suas experiências, verdadeiras décadas esperando chegar aquele dito momento em que você poderá se considerar adulto suficiente para pronunciar aquelas mesmas palavras, a hora em que seus antecessores te darão parabéns por ter problemas de verdade. Por conseguinte, ninguém consegue ver as consequências de tudo isso. Temos, então, um problema, pois depois de tanto tempo esperando para gritar seus problemas de verdade para o mundo, você não percebe que não é uma experiência específica que te introduzirá no mundo real, você já está nele e nem sequer percebeu suas cicatrizes ao longo do caminho, simplesmente porque ouviu a vida toda que eles não eram problemas de verdade, “de adulto”, e que trazê-los à superfície seria besteira.
              Eu tenho então outra notícia pra te dar, o quadro nunca vai se inverter e os que vieram antes de você não pararão no tempo para dizer “está vendo, isso sim é um problema sério, agora você entende.” Os mais velhos só ficarão mais velhos, e eles sempre te enxergarão como alguém alheio aos problemas de verdade, quando na verdade o que eles deveriam dizer é que nunca entenderíamos os problemas deles. Perseguimos algo inalcançável, porque nunca nos sentiremos dignos das cicatrizes que estão em nós.
               Eu já acreditei nessas palavras um dia. Elas foram ditas pela minha mãe, minhas tias, minha avó... Então passei uns bons 10 anos esperando o ponto de ruptura em que finalmente eu entenderia o que elas queriam dizer, mas ele nunca aconteceu.  Pelo menos não da forma que eu imaginava. Foi algo mais gradual, como o envelhecimento físico, que você só se dar conta, pra valer, quando olha uma foto de anos atrás e percebe o quanto mudou.  É quando você olha pra trás e lembra aquele momento na sua infância, quando sua melhor amiga fez uma “brincadeirinha” te chamando de gorda na frente de todo mundo e você só queria chorar, mas te disseram que era bobagem chorar por isso. Aquela “brincadeira” te fez sofrer por não estar no padrão por boa parte da sua vida, mesmo que estivesse bem aos olhos dos outros; Ou na sua pré-adolescência, quando você decidiu que beijar na boca te faria ser legal,só porque todos faziam, por isso seria idiota se não fizesse, e consequentemente, levou um não do garoto “pop”, o qual era apaixonada, acarretando uma total quebra de autoestima. Ou ainda, quando você se dá conta de que foi abusada por alguém em quem confiava e isso te transformou em uma pessoa chata, fechada, autocrítica, desconfiada e com algo escuro dentro da alma, pois não conseguia perdoar.  Podemos lembrar também das suas trivialidades, quando você tirou seu primeiro zero em uma prova e ninguém viu como te afetou; Quando se dedicou tanto a uma matéria só pra mostrar que podia, mas não deu certo. E em todos esses pequenos casos você não era permitido se queixar, pois havia pessoas com problemas mais sérios no mundo.
                 Às vezes estar no limbo é a melhor coisa para alguém, pois a inércia faz a queda de um alfinete pareça um raio. Péssima comparação, eu sei.  A questão, é que nessa espera pelo crescimento abordado pelos mais velhos, ignoramos total e completamente os pequenos pontos de ruptura durante a vida. Mas um dia acontece. É apenas uma percepção, mas está lá, e é tão real quanto essas marcas invisíveis em suas mãos.  Você começa a se lembrar do sentimento de ver seu avô preferido morrer e percebe que ele nunca verá você se casar ou ter filhos.  Recorda-se das vezes em que deixou alguém te magoar e fingiu que estava tudo bem, ou ainda quando você magoou pessoas por aí e nem sabe disso... Ou sabe, e deseja desesperadamente voltar atrás.  Aquela sensação de facas no estômago quando alguém , o qual você achava que conhecia, reage de uma forma covarde com outra pessoa bem na sua frente, e tudo o que você sente é vontade de gritar.  A confirmação vem, e continua até que as barreiras levantadas anos atrás por seus antecessores são derrubadas, a descrença dos “experientes” te impediu de mostrar a todos que sim, você entende. E eles, na nossa idade, também entendiam, mas se esqueceram disso.
                  Pessoas irão dizer que é necessário ter a experiência delas para se receber o direito a queixa. No entanto, vivemos momentos decisivos desde que fomos gerados. Há os grandes momentos, ou apenas simples palavras, mas todos são construtores de caráter. Não deixem que te digam que nunca passou pelo bastante, pois aqui entre nós, eles não sabem nem 10%. Não estou dando garantia de que todos são iguais e que vão passar pelos mesmos problemas, porque ainda haverá mais. Algo bom, algo ruim, tudo é uma soma de momentos que deixarão cicatrizes, e essas sim, são a prova da compreensão. Não são seus anos de vida, mas quantos momentos você superou durante esse período. E se eu aprendi algo, é que os adultos não estão sempre certos. Basta olhar para você, que está lendo esse texto. Você é adulto, sempre acertas? Então não é válido ter a frustrante impressão de que um senhor de 50 anos estará.
                  Tenho 21 anos, e como disse, cansei de ouvir pessoas dizendo que eu não estava pronta o suficiente para compreender certas coisas. Eles podem até estar certos, em parte: eu nunca vou saber como é viver os problemas deles, mas eles também nunca saberão como é passar pelo o que eu passei.  Muitos jovens são jovens apenas na identidade, porque dentro de cada um deles existe uma barreira que já foi rompida. Chegamos então a uma de muitas conclusões: a medida de experiências de vida não deveria ser baseada em números, mas em quantas vezes seu coração sangrou.
                    A vida, eu percebi, é linda sim. Não como poesia, mas como uma terra árida que precisa ser tratada diariamente para render frutos. Não importa quanto você já vivenciou, você verá ainda mais. E sim, eu me dou o direito de escrever isso. Mas o principal ponto de ruptura será aquele quando você verá que o único jeito de transformar todas as suas experiências em algo bom para si mesmo e para outros, é encontrar o amor. Não um amor, O amor. Ele te mostra o seu valor, te da uma nova autoestima, e segura a sua mão nas horas escuras, quando a confusão é tudo o que existe dentro de você.  Aceitar o que você viveu sem desmoronar, só é possível olhando naqueles lindo olhos e segurando as suas mãos firmes, que nunca te deixarão cair. O amor sempre te amará de volta!
             Posso não ter todas as respostas, mas sei o caminho.
  • Beco do Adeus

    Com os olhos fechados e calo nesse mundo de ódio e amor aos poucos meus olhos escorem gotas que caiem no chão, que me lembra de tudo que fiz e cada vez me deixa mais confuso já não sei oque fazer perdido em delírio de pensamento pessimistas que me levaram esse lugar escoro chamado de beco. Jogado no chão a chorar parece apenas um conto de um livro de ficção momento que o protagonista é derrota ou perde alguém que ama bem minha historia é diferente estou aqui, pois nunca ter nada, perde sempre, ser zero a esquerda, não consegui ser o protagonista da minha própria vida é engraçado dizer nesse momento poderia ser aqueles que as pessoas percebem que ficarem chorando não vai mudar nada, mas já passei por isso, mas não mudou nada sabe antes que m julgue como um cara que não quer lutar pelos seus sonhos entenda que  nem todos desistem por não ter coragem de lutar uns só estão cansados de perder sabe é fácil falar levante a cabeça e siga em frente quando  você não  perdeu mais vezes que pode contar. Caralho isso esta  muito desmotivador até pra min mas vou te mandar real irmão você  provável que seja alguém  melhor que eu já que estou morto nesse momento que esta lendo isso, mas mesmo tendo uma vida de bosta tive momentos  bons, olha tive um amor ela era linda mas tive que deixar ela parti ter uma vida melhor, amigos verdadeiros,  muitas coisas boas só que tudo oque realmente tentava  fazer de útil não dava certo desde de criança então hoje eu parto para um outro começo. Adeus caro leitor.
  • Caçador de Lendas

    Natal-RN/Brasil.
    Um garoto de nome Harley,estava na escola,e foi desafiado.
    -Eu duvido que você a chame!
    -Pode ser mas...
    -Vai amarelar é?
    -NÃO!
    -então,as dezesseis horas hoje você vai.

    Apos as aulas de português,história, matemática,artes e educação física,se passou exatamente 2 horas.
    -vai lá prima e faz o que te falei.
    -certo.
    Ela entrou,fez coisas que não posso citar.
    Apareceu uma menina loira,de cabelos que tampam o seu rosto,vestido branco com um perfume inexplicável. A prima:
    Gritou BEM alto.
    Chutaram a porta e se deparam com a lenda urbana na escola estadual.
    -E-Essa loura dá...
    -Calafrios!
    Harley,um jovem espadachim,saca a espada para combater tal demônio.
    Conseguiu dar um belo murro na cara, que fez sangrar sangue preto. Apavorante era! Ela (Loira),levanta seu cabelo que encobre os olhos e parte do nariz. O que veram,foi uma menina sem orbita nos olhos,preto,negro.
  • caçadores da meia noite ( capitulo 1 )

    Todos olhavam para um homem que caminhava com uma criança em seu colo . a criança chorava, e seu choro era ouvido por todos . o homem tinha um grande ferida em sua barrica onde ele colocava a mão , caminhava devagar parecia que perderia todas as forças a qualquer momento e aos poucos começara a chover .
    Caia uma chuva gelada e sem vida que espalhava o sangue no chão ,o homem agora estava quase a frente de um orfanato onde colocara um garoto e deixava uma carta manchada com seu sangue , o homem então sussurrou algumas palavras para o garoto e depois se virou , havia um grande platéia parada vendo o esforço dele . uma das pessoas que olhava tentou ajudar mas foi parado por um homem de cabelos castanhos com estranhas vestes cinzas escuras.
    - não – o homem falou como se estivesse preste a chorar a qualquer momento
    O outro homem com uma roupas manchada de sangue apenas observou seu amigo caminhando para longe , parece que não tinha notado todas as pessoas olhando para ele e então com um ultimo suspiro caiu no chão
    O homem com cabelos castanhos caídos ate sua cintura chegou perto dele e fechou seus olhos e falou.
    - bom trabalho – agora se afastava quando varias pessoas gritavam e corriam para velo ali caído , o homem com seus cabelos castanhos molhados pela chuva fria estava segurando suas lagrimas.
    E com um grande barulho o garoto acordará de seu sonho profundo e estranho , seu despertador estava tocando em cima da escrivaninha o garoto desligou ainda sonolento e cansado levantou de sua cama quente e aconchegante , vestiu uma flanela azul por cima de uma camisa preta amassada, abotoou devagar , colocou seus tênis rasgado e velho caminhou pelo o corretor e entrou no banheiro , se olhou pelo espelho e então viu sua própria imagem , um garoto com cabelos bagunçados , olhos escuros , magro .  se olhou por mas um tempo no espelho depois abriu a torneira e lavou seu rosto , desceu as escadas e finalmente estava em uma pequena sala que estava ocupada por varias crianças , que estavam interditas brincados com os poucos brinquedos que tinham . continuou caminhando sem olhar para os lados entrou na cozinha encheu uma xícara com café e pegou um pãozinho , olhou para o relógio e começou a comer o pãozinho e a beber o café mas rápido parecia que estava atrasado para ir a escola . terminou de comer e começou a caminhar tanto os passos apressados abriu a porta e então se lembrou . tinha esquecido a mochila em seu quarto, abriu a porta e começou a correr , subiu as escadas ( quase caiu no ultimo degrau ) caminhou por grande corretor , abriu a porta ferozmente pegou sua mochila que estava jogada em um canto.
    Voltou a descer o mas rápido que pode , correu em direção a porta saiu e começou a correr atravessou duas ruas dobrou três esquinas e ao longe ainda ouviu o som da sineta que indicava que a aula tinha começado , o garoto agora parou de correr e começou a caminhar e chutar uma pedra ate chegar no grande portal fechado que estava impedindo sua entrada . ficara ali por mas de um minuto pensando alguma desculpa para dar ao seu professor e então novamente ouviu o som da sineta mas agora indicava que era o intervalo ouvia se passos vindos das escadas . quanto menos esperou avistou seu professor caminhando em sua direção .
    - atrasado novamente Edward
    - a prof. Gabriel..... 
    Mas  logo foi interrompido pelo professor
    - não venha com desculpas 
    Ed ficou quieto em quanto via o professor mexendo nas chaves colocando as na tranca e tentando abrir , logo mudava para outra e outra  ate que finalmente conseguiu abrir a porta . Edward entrou rápido e ele logo fechou a porta travando a novamente . o homem agora não falou nada apenas fez um gesto para Edward segui lo e foi o que ele fez , caminharam pelo grande pátio onde varias pessoas ficaram olhando e tanto risadas ou cochichando em quanto ele passava . os dois entraram para dentro do colégio e subiram as escadas , caminharam por um corretor , e entraram na ultima porta a esquerda .
    - qual foi o motivo do atraso – falou o prof. Gabriel fechando a porta
    - bom.... eu...
    - tem desculpas – interrompeu o prof. Gabriel
    Edward não falou nada agora baixou a cabeça e se preparou para ouvir o seu professor falar .
    - estou ficando preocupado com você  - falou seu prof. Gabriel caminhando de um lado para outro
    Ficaram ali conversando ate acabar o recreio , o sinal bateu novamente e agora era a hora de todos voltarem  as salas de aula , e logo foram entrando vários alunos na sala e sentando nas cadeiras , o professor chamou a atenção e voltou a explica sobre o romantismo ( aula de literatura ) .
    - O romantismo foi um movimento artístico, político e filosófico surgido nas últimas décadas do século XVIII na Europa que durou por grande parte do século XIX. Caracterizou-se como uma visão de mundo contrária ao racionalismo e ao iluminismo e buscou um nacionalismo que viria a consolidar os estados nacionais na Europa –  falava o prof. Gabriel andando de um lado para o outro.
    A aula parecia não acabar nunca, Ed ficava olhando o relógio   pendurado na parede la no fundo da sala , e seu professor não parava de explicar e passar atividades no quatro negro . ate que finalmente soou a sineta pela ultima vez naquele dia agora falava que era o final da aula , todos começaram a guardar seus matérias e a caminhar em direção a saída .
    - bom nossa conversa ainda não terminou – falou seu professor olhando para Ed
    Edward parou na frente da porta aberta , virou se para ele e então perguntou
    - não terminou
    Mas antes que pudesse falar mas alguma coisa seu professor o interrompeu  
    - não , ainda não terminou
    Agora se fez um silencio , a sala de aula estava quase vazia , só tinha os dois La dentro e o único barulho que tinha era do relógio pendurado na parede . Prof Gabriel parecia esperar alguma resposta de Ed mas o que ganhou foi apenas o silencio dele .
    - bom , pelo jeito não tem nenhuma desculpa  -  ele se levantou da cadeira e começou a apagar o quadro
    -  prof. Gabriel e que... – Ed parou de falar e começou a ouvir barulhos estranhos vindo de fora sala
    Caminhou ate a porta e olhou para o vasto corredor mas não vira nada
    - e que – continuo seu professor agora arrumando as classes
    Ed voltou sua atenção ao professor e começou a ajuda lo a arrumar as classes silencioso sem fazer nenhum barulho e quanto pensou em falar novamente foi interrompido por outro barulho vindo do lado de fora da sala de aula .
    - pelo jeito você não quer me contar – falou seu professor com os braços cruzados
    Ele caminhou ate sua classe e pegou seu material se aproximou de Ed e então falou
    - bom não vou obriga lo a me falar , mas não chegue atrasado novamente  - ele falava  tanto tapinhas nas costas de Ed
    Eles saíram da sala e seu Professor pegou as chaves para fechar sua sala , um silencio ficou em quanto ele fechava aporta , Ed estava tentando ouvir de onde vira aquele barulho mas testa vez não ouviu nada . O prof. Gabriel fechou a porta e eles caminharam  pelo corretor agora escuro em direção as escadas .
    - bom – falou Ed colocando as mãos no cabelo
    Estava tentando puxar assunto , mas foi a pior coisa que ele já fez 
    - vai me contar o motivos do atraso – falou seu professor com um dom rigoroso
    Ed não respondeu ficou calado em quanto desciam os degraus da escada
    - foi o que pensei
    Seu professor Gabriel era um cara legal , usava um moletom com o símbolo do colégio era gorducho e baixo tinha uma barba falhada e cabelos muito curtos e um homem muito esperto divertido , pelo menos quanto não esta pegando no pé de Edward . ele era o único que se preocupava com ele nem no orfanato as pessoas pareciam se importa. Finalmente desceram o ultimo degrau e agora caminhavam em direção a porta onde deixava Ed muitas vezes para o lado de fora .  agora estavam no lado de fora do colégio Ed observava seu professor fechar a portão e gateado , guardou a chaves em seu bolso e se dirige ao seu carro , ele abriu a porta e então se virou .  
    - você não quer uma carona ate o orfanato
    O garoto se virou e então falou
    - não , prefiro ir caminhando
    - bom tem certeza
    O garoto confirmou com a cabeça
    - então ate amanha , a e não chega atrasado amanha
    O homem entrou no carro ligou , Ed ficou olhando o carro se afastar ate ele desaparecer quanto virou uma esquina . Ed virou se então e começou a caminhar desanimado pois já não agüentava ficar naquele lugar , não agüentava ouvir aquelas mulheres mas ainda faltava muito para ele completar seus dezoito anos , fazia apenas dois meses que completara seus quatorze , caminhava devagar , olhava para baixo a vontade que tinha era de fugir daquele lugar  . a volta ao orfanato sempre parecia ser muito rápido mesmo quanto ele parava no meio do caminho ou diminuísse os passos ao Maximo que podia , fazia todo o dia o mesmo caminho para ir e voltar , ficava a tarde inteira fazendo a mesma coisa era como se ele ficasse preço no mesmo dia.
      Ao longe já tava pra ver o orfanato com seus grande muros e bem no meio havia um grande portão com suas grades enferrujadas , o garoto entrou dentro e ali havia um pequeno parquinho onde muitas crianças brincavam a tarde inteira mas agora estava vazia e isso só significava uma coisa estavam todos almoçando , e era o que ele mas odiava sentava numa mesa cheias de crianças e tentava comer o mas rápido possível , o resto da tarde tentava ficar o mas longe de todos , ou se isolava em seu guardo ,  a única coisa que ele gostava de fazer era ler livros ou desenhar , muitas vezes ficava observando algumas pequenas criaturas , mas o que era mas estranho e que ele era o único que conseguia velas , e quanto contava para alguém falavam que era sua imaginação ou pensavam que era amigos imaginários
    Quanto entrou dentro do orfanato viu o que mas temia a pior parte de seu dia , havia varias mesas e estavam cheias de crianças ali comendo seu almoço alegres , aos poucos elas iam saindo e eram levadas ao banheiro para escovar os dentes , e depois voltavam a brincar . a outra pior parte era quanto vinham pessoas para visitar o orfanato e pareciam se espantar a ver suas condições era um orfanato velho , tinha uma pintura laranja que com o tempo fora desbotando , por dentro era empoeirado , tinha aspecto sujo , nos fundo havia um pequeno jardim cheio de bancos e mesinhas e cobertos com flores que agora estavam murchas e sem graças . muitas crianças eram ato dadas. Mas as crianças maiores que já tinham seus treze anos ou mas eram deixadas de lado , muito adulto tinham a preferência por crianças menores , que tinham seus oito ou nove anos .
    Ed almoçou quanto a maior parte das crianças já tinham saído , e estavam brincado no pátio , na mesa tinha um único prato com um pouco de feijão e arroz , que já estava frio , ele comeu e então subiu as escadas , entrou em seu quarto largou a mochila em um canto puxou um caderno de desenho que agora estava com poucas folhas brancas . sentou se na escrivaninha perto da janela e dali começou a desenhar as pequenas criaturas . eram pequenas tinham cabeções e bem muito chatos . muitas vezes elas derrubavam as crianças e riam  delas . e assim fora sua tarde desenhava , as vezes lia livros , as vezes ficava isolado em um canto do pátio . ate que finalmente ia escurecendo e com isso as crianças eram chamadas para se recolher . o céu agora não era mas claro mas sim escuro estava coberta por nuvens negras e não te morou muito para começar a cair os primeiros pingos de chuva  , que ficavam mas forte , naquele dia  todos foram se recolher muito cedo , todos estavam em suas calmas em voltas das oito em ponto . tendo em minha cama mas não estou com sono , e pelo jeito não vai aparecer tão cedo , não tenho nada para fazer não ser ver a chuva cair e exatamente isso o que irei fazer.
    Levantou se da cama sentou numa cadeira e ficou ali vendo a chuva cair , pátio inteiro estava escuro , e sem graça , as única pessoas felizes eram as pequenas criaturas que dançavam em círculos embaixo de uma grande arvore velha . logo a chuva começou a cair mas rápida e mas grosa e com isso veio os primeiros trovoes que clarearam o pátio por alguns segundos . o garoto continuava a observa as pequenas criaturas com seus sorrisos meio psicopata e assustador , logo veio outro raio fazendo barulho e iluminando o pátio , mas por algum motivo o coração de Edward começou a bater com mas força , tinha avistado naquela mesma arvore a sombra de um homem  , mas não tinha certeza será que seus olhos tinha pregado uma peça nele . esperou outro trovão cair para clarear o pátio e tiram suas duvidas . logo veio outro trovão que clareou todo o pátio por segundos e a mesma arvore onde pensou der visto alguém estava vazia , nem as criaturas estavam mas lá . o garoto suspirou e então decidiu fechar a janela e deitar se e sua cama .
    Estava tirando sua roupa e colocando um pijama azul fraco listrado que fazia conjunto a sua calça . deitou se em sua cama e se tampou com dois cobertores e logo fechou seus olhos . mas não ficou muito tempo com ele fechado , ouvira outro barulho agora vindo de baixo , mas esse ele não conhecia , era um barulho alto que Foi acompanhado por passos vindo da escada que indicava que alguém estava subindo ou desvendo  . por algum motivo subira um arrepio ate sua nuca deixando seus pelos em pé e fazendo seu estomago embrulhar .
    Ficou mas um tempo ali deitado reunindo forças para levantar e ver o que era , esperou mas um tempo e então levantou abriu a porta e caminhou pelo corredor escuro e frio , todas as luzes piscavam como se fossem estourar a qualquer momento , chegou perto da escada , desceu devagar ate chegar ao ultimo degrau e quando chegou parece que levara um soco direto no estomago
    Havia uma mulher caída no chão e em cima dela uma estranha criatura vestida totalmente de vermelha , usava um capuz que cobria totalmente seu rosto , Edward que estava perto da escada parecia ter perdido toda as suas forças só ao olha para aquela terrível cena . se assegurou com força em só um lado da escada fazendo barulho , a criatura olhou para ele , e as luzes apagaram se todas de uma vez só . a única luz agora que tinha era a da cozinha e isso o que o garoto fez caminhou para la fazendo todo seu esforço . mas era tarde demais logo saíra outra daquela criaturas . e começou a flutuar para sua direção o garoto ficou parado sem reação e quanto menos viu estava cercado . viam de todas as direções que ele podia imaginar e só com a presença delas Edward perdeu todas as suas forças  . ele caminhou e se escorou na parede mas próxima para se manter em pé e quanto notou estava sento tocado por todas .
    Seus rostos encapuzados estavam perto dele , varias mãos esqueléticas em constava em seu corpo quente , seu estomago fez um nó , suas pernas começaram a tremer , tudo parecia ter perdido o sentido , toda a vontade de viver parecia ser tirado dele . suas visão começou a ficar embaçada sua mente parou de responde não tinha como escapa . e o único pensamento que via a sua cabeça era ‘‘ me matem de uma vez’’ .
    Mas logo ao longe viu uma luz branca e forte , e vários gritos mas talvez já era tarde demais . tudo ao seu redor tinha escurecido e a única coisa que ouviu antes de apagar foi
    - aguente firme
  • caçadores da meia noite (capitulo 2)

    Um homem caminhava admirando obras de artes tão antiga e raras, seus passos faziam eco no museu vazio, não havia ninguém apenas ele que caminhava tranquilamente sem preocupações. Ate que não muito longe dali ouviu uma voz
    - parece que eu não sou o único
    Ele olhou para trás e ali viu um homem com longos cabelos ruivo penteados para trás, usava uma camisa social com uma gravada e por cima usava um terno, o homem tinha uma barba muito bem feita. O outro homem que parou de observa um relógio velho e enferrujado.
    - o que um homem como você quer – o homem tinha um olhar feroz
    - bom curiosidade – falou o homem arrumando sua gravata
    O outro homem caminhou para frente e colou uma de suas mãos para trás e puxou uma varinha velha e toda arranhada
    - lutar num lugar assim – falou o homem ruivo
    O outro não respondeu apenas apontou a varinha para ele
    - parece que não tenho escolha – falou o homem ruivo tirando sua varinha
    Ele a apontou para o homem que era tão deslumbrante quanto ele, tinha cabelos pretos curtos penteados para o lado, usava uma camisa preta, calças Jean e um tênis velho rasgado. O homem ruivo pareceu admirado ou ate irônico demais ao falar tal palavra, mas mesmo assim não tinha a intenção de lutar.
    - você tem certeza estamos num museu – falou o homem ruivo  
    Mas o outro homem pareceu não dar bolas continuava a segura firme a varinha e em poucos instantes pronunciara uma magia que se fez sair raios da ponta de sua varinha. O homem ruivo esquivou por pouco, se escondeu de atrás de uma estátua.
    - não seria necessário lutar se você, não estivesse aqui – o homem de cabelo preto caminhava contornando a estatua.
    O homem ruivo saiu e pronunciou outra magia tão rápida quanto o outro homem, saiu um grande raio avermelhado de sua varinha, mas errou o alvo acertou uma estatua que agora estava despedaçada no chão. O outro homem não saiu do lugar ficaram ali parados tanto risinhos.
    - nata mal – falou ele irônico
    - eu não riria se fosse você – falou o homem ruivo
    Os dois apontaram a varinha um para o outro e ao mesmo tempo saíram raios vermelhos e pretos que colidiram um com o outro por algum tempo, eles ficara parados com as varinhas tentavam não cair manterá os dois raios que lutavam ferozmente concentrados por horas mas logo saíram do controle , os raios estavam  indo por toda parte , destruía tudo que atingiam , o museu logo ficaria todo destruído . Mas nenhum deles cederia ate que outro raio apareceu atingindo os dois homens.
    - hora, parece que cheguei na hora certa
    Os dois olharam para um canto e da sombra saíram um homem com longos cabelos negros que caia ate sua cintura, estava usando um casaco rasgado que mostrava o corpo magro. Seu rosto era pálido e seus olhos estavam totalmente negros, junto a ele tinham duas criaturas encapuzadas. Ele apontou a varinha para os dois fazendo colidirem numa parede e logo falou.
    - estamos procurando a mesma coisa – tinha um sorriso malicioso
    Os dois homem que travavam uma luta entre si estavam sento enforcados e flutuavam a cinco palmos do chão , um deles sorrira fazendo o outro apertar a varinha com mas força e enforcado mas . Ele caminhou e quanto chegou lá o relógio já não estava ali
    - bom acho que vocês são grandinho demais para brincar de esconder não e – o homem pálido parecia, mas feroz que antes 
    E com um movimento brusco com a varinha fez o dois voarem em direção a outra parede.
    - onde esta – falou ele, mas feroz que antes seus olhos negros estavam agora vermelhos
    O homem de cabelos curtos levantou e então disse
    - nunca vai pega lo sua criatura imunda – seus risos eram dolorosos e sem gloria
    O homem estava feroz apontou sua varinha para ele mas agora era tarde demais ao longe se ouvira o som de um relógio cuco e dali o sonho fora interrompido quanto um garoto abriu seus olhos e acordou com sua respiração ofegante e seu rosto e sua camisa estava encharcada de suor , um suor frio que faria subir calafrios em todo o seu corpo . o garoto demorou para notar mas não estava mas em seu guardo no orfanato  , estava em um lugar diferente onde fora acordado com um relógio cuco que soltava um passarinho .
    - cuco, cuco
    Outro sonho estranho ocorrera ali, mas não estava preocupado com isso, pois pelo jeito não estava, mas no orfanato, não estava em seu quarto, estava deitado numa cama velha onde as paredes pareciam mofadas e sem vida, tinha uma janela aperta mostrando o dia claro e quente que fazia ali fora. O garoto levantou com os pés ainda tremendo e logo caiu no chão todo o seu corpo doía fazendo gemer de dor. Pareceu que tinha sido esfaqueada, mas ao levantou a camisa vira marcas de mão que estavam em todo o seu corpo e logo lembrou as terríveis criaturas. Ed tentou levantar ainda com as pernas fracas, mas logo caira novamente no chão fazendo barulho suficiente para acorda todas as pessoas que talvez estejam vivendo nessa velha casa.
    Ficou ali caído tentando levantar, mas logo pensou em desistir ate que abriram a porta do quarto onde estavam e o viram ali no chão, o garoto se contorceu pra ver quem era e para a sua surpresa viu seu professor, ele ajudo Edward a se levantar e a sentar novamente na cama.
    - você ainda esta fraco – falou seu professor preocupado
    - mas professor. – antes de terminar o que ia falar foi interrompido
    - me chame pelo meu nome
    Edward parou suspirou e recomeçou
    - Gabriel o que eram aquelas coisas – Edward voltou a respirar mas pesado cada vez que lembrava daquelas criaturas mas a resposta que ganhou foi
    - agora não e hora para isso, você tem que descansar
    Gabriel levantou pegou um remédio e deu para Ed tomar por cima tomou um longo gole de água para tirar o horrível gosto do remédio, Ed tentou levantar novamente, mas não consegui , parecia que suas pernas tinham perdido todas as forças.
    - descanse – falou Gabriel caminhando em direção a porta
    - espere
    Ed tentara falar alguma coisa, mas no meio da frase tinha perdido a sua voz, pois ali na porta estava dois olhares curioso , haviam dois garotos iguais olhando para ele  , mas logo saíram junto com Gabriel . Ed ficou um tempo preso no quarto e quanto alguém entrava não falava com ele, pareciam ignora lo, mas logo depois houve barulho vindo das janelas aperta e ali viu os dois garotos que olhavam para ele.
    - hein garoto – falou um deles
    - ah – disse Ed perdido
    - aqui na janela nos ajude – falava os dois garotos agora
    Ed olhou para a janela e viu dois garotos fazendo esforço para entrarem, ele se aproximou ainda fraco, mas com força jogou seu corpo para trás fazendo um dos garotos entrarem para dentro do quarto . o garoto que estava dentro do quarto levantou e puxou o outro para dentro .
    - valeu irmão
    - disponha – falou o outro
    Ed levantou devagar e sentou se na cama, começou a fazer barulho para chamar a atenção dos dois
    - ah e – falou o outro garoto
    Os dois se aproximaram curiosos e tocaram Ed que tentava se esquivar deles
    - cara, como você sobreviveu – falou um dos irmãos curioso
    - que?
    - você sabe aos andarilhos da noite – falou o outro sentando na cama
    - andarilho – falou Ed
    - você não sabe – falou o outro irmão espiando pela porta
    - pelo jeito não – falou o outro olhando para Ed
    Ed nunca ficou tão confuso ao ver os dois garotos olhando para ele e falando , pareciam falar em códigos , e eram iguais .
    - foi perca de tempo vir aqui – falou finalmente o outro irmão
    Ed parou um pouco e então perguntou  
    - há... Quem são vocês – olhava para os dois
    O garoto que estava na porta fechou a e falou
    - eu me chamo Leonardo
    - e eu sou Afonso, somos gêmeos – falou o outro irmão
    - e meio obvio – falou o outro sentando na cama
    Ed suspirou e então falou
    - onde estou
    - boa pergunta – falou Afonso tanto um pulo da cama
    - seja bem vindo ao acampamento de refugiados – falou o outro irmão 
    Finalmente a porta se abriu e Gabriel entrou, cruzou os braços e então falou
    - ai está vocês
    Os gêmeos suspiraram e então ao mesmo tempo falaram
    - não
    Ed não atendeu, mas nada depois teste ocorrido, ficou uma boa parte do dia trancado num quarto sem forças para levantar, parecia que suas pernas tinham abandoando ele. Ficou o resto do dia ali no quarto deitado, mas sua mente estava trabalhando sem parar no como sair dali ou o porquê estava ali, o dia foi se passando e, mas nada aconteceu a não ser por Gabriel entrar e sair toda hora de seu quarto e se Ed perguntar alguma coisa ele ignorava ou falava ‘‘ espere ok’’. Quanto menos viu o dia já estava escuro, sua janela estava trancada e Gabriel agora trouxe o jantar.
    - ate quanto você vai me deixar trancado aqui – perguntou Ed que agora estava bravo    
    Mas não ganhou resposta nenhuma, Gabriel saiu e deixou falando sozinho novamente, mas agora já estava cansado ia sair dali de um jeito ou de outro,
    Levantou mas agora estava mancando suas forças já tinha voltado e ele caminhava agora se apoiando nas coisas. Chegou ate a janela e abriu então. Seu quarto era no segundo andar ou talvez terceiro enfim isso já não importava pelo menos não agora. Voltou para trás e começou a mexer no armário onde estava cheios de cobertas e cortinas pela primeira vez na vida iria fugir, pegou as todas que tinha ali dentro e começou amarrar as pontas umas nas outras agora dento uma grande corta de cortinas.
    Amarrou em uma ponta de sua cama a grande corta de cortinas e tocou janela abaixo e então parou para vela ate aonde ia , parece que estava pelo menos perto do chão e então começou a se preparar sentou se então na janela e começou a descer e ao longo que descia , começava a se reunir pessoas em volta do grande pátio.
    - olhem que louco – gritou alguém la em baixo
    Mas Ed não tinha tempo para ver quem era apenas continuou a descer devagar e com muita cautela, mas logo seus braços foram se cansando de sustentar seu corpo por um monte de cortinas amarradas e suas pernas não davam tão boas como ele achou mas o que deixou ele preocupado fora os ruídos que as cortinas começaram a dar , estavam se rasgando aos poucos e ele ainda não tinha descido tudo estava nem na metade do caminho . E quanto menos viu ouvirá pessoas gritando e outras apostando ate aonde ele iria, mas tudo aquilo era abafado pelos gritos de seu professor que via da janela
    - Ed olha para mim, eu sei que comecei errado
    Ele tentava não olhar para o professor, como se não tivesse tanto bolas para o que ele estava falando, sua mente só estava concentrada na descida, mas agora ele estava imóvel no mesmo lugar ate que ouvira outro barulho e quanto menos viu estava em queda livre. Passou mil coisas pela sua cabeça, mas ele focou em seus sonhos, parecia que alguém falava com ele, mas isso logo fez, mas importância, pois era seu fim. 
  • Caçadores de Urso - Um Conto Nórdico

    Sonreike já se via na escuridão por tempo demais. Apenas os fogos das chaminés aqueciam os homens, apenas a lua e as estrelas iluminavam o chão. A lua, agente das trevas. As estrelas, mensageiras do Sol. Não se via por todo reino qualquer sinal das belas árvores que enfeitavam os campos e alimentavam os homens de frutas. Como poucos, os pinheiros da Praça Central continuavam verdes e robustos, provendo pinha e beleza a uma visão sem cor e sem vida. O uivo dos lobos para a maldita lua completava a melancolia daquela terra sem luz.

    Os ursos brancos eram o maior símbolo da força no mundo dos homens. Os bearjagare, soldados de elite do Rei, provavam a força dos homens derrotando as grandes bestas brancas. Desde a unificação do Reino, os ursos têm sido os únicos inímigos de Sonreike. Mas nesse Solstício, os guerreiros-deuses terão que enfrentar a própria morte encarnada.
  • Café, Rotina e um Pouco de Horror

    Essa sempre foi minha rotina no final da tarde: chegava do trabalho muito cansada, sem coragem até mesmo para usar as chaves e abrir a porta, deixar o café esquentar na cafeteira, enquanto jogava minhas roupas por todo lado da casa e procurava por algum filme na Netflix.
    Filmes de terror nunca me assustaram, mas ver pessoas tomando sustos e entrar em desespero me garantia boas gargalhadas antes de cair no sono. Hoje algo diferente e assustador aconteceu.
    Assim que cheguei e seguia rigidamente minha rotina, na cozinha aconteceu algo que para mim não passava de um acidente doméstico causado por algum descuido. Afinal, é comum que uma pessoa cansada coloque sua cafeteira na beirada da mesa de cozinha e ele caia com o chacoalhar da água fervendo. Pois bem, a cafeteira caiu, tomei um susto, mas ignorei e nem mesmo levantei para limpar o chão, apenas voltei para a TV, mas quando olhei, ela estava na página do YouTube e na caixa de pesquisa, tinha palavras como: demônio, rituais e suicídios. O que me deixou confusa foi o fato de que eu não lembro de abrir o YouTube. Enquanto tentava lembrar em que momento eu havia entrado naquela aba, algo ainda mais estranho aconteceu. Senti um frio na minha nuca, na verdade era como se alguém estivesse soprando em linha reta nas minhas costas, assustada, imediatamente virei sem saber o que procurar, pois estava sozinha e neste mesmo instante sentir um dedo subir por minhas pernas, a parti dos joelhos, em direção a minha virilha.
    Aquilo já era demais, eu tentei não acreditar, queria não acreditar. Corri em direção as minhas roupas espalhadas pela casa e tentei vesti-las o mais rápido possível. Ainda sem terminar de me vestir, com a intenção de sair, dei alguns passos até a poltrona onde deixei o controle da TV e o peguei, mas quando pressionei o botão de desligar, a TV nem mesmo piscava. Aproximei-me para desliga-la manualmente e ainda assim ela permanecia ligada, mas a angustia tomou total controle quando puxei o cabo de energia e ela não desligou, aquilo fez meu mundo desmoronar, não era possível.
    O frio aumentou e eu já podia sentir meus dentes tremer, e não sabia se era de frio ou medo. Olhei ao meu redor e tudo que passava por minha cabeça eram as palavras; suicídio e demônio. Corri até a porta, não queria passar nem mesmo mais um segundo ali dentro, mas antes de sair fui desligar a luz, a luz também não desligava, mesmo clicando várias vezes com muita raiva e isso pareceu dar mais força para tudo aquilo, pois o controle foi arremessado na parede, espalhando-se em alguns pedaços no chão. Senti minha pele umedecer em lágrimas, estava entrando em pânico. Pânico ainda não é suficiente para descrever o meu estado emocional naquele momento e foi por consequência que decidi fazer a única coisa que podia me tirar daquele pesadelo. Peguei garfo todo metálico e fui até a primeira tomada de energia e empurrei-o, eu esperava que fosse instantâneo, nada aconteceu, achei que estivesse fazendo errado e continuei tentando, mas quando percebi que nada aconteceria, eu dei um grito estridente e chorei ainda mais. Ajoelhada e sem esperanças coloquei as mãos nos ouvidos para não ouvir as batidas das gavetas de talheres que havia acabado de começar junto com uma almofada que foi arremessada em direção a janela, não pensei duas vezes quando a segui e pulei para fora da janela.
    Tudo ficou escuro por alguns segundos, seguido por um clarão. Eu estava acordada. Estava confusa. Peguei o controle da TV onde passava o vídeo de um homem com máscara de coelho e parecia contar uma história sobre demônios, quase me distraí, mas quando finalmente pressionei o botão, rapidamente ela desligou. Fui até a cozinha e a cafeteira estava inteira em cima da mesa e o café nem estava fervendo ainda. Mas eu continuava com muito frio!
  • Cansei

    Eu já vou avisando antes de tudo que o conteúdo do texto não vai além de um desabafo, por mais que este seja algo clichê não é de algum assunto clichê.
      Bom, a minha vida sempre foi ótima... Cof Cof... Não, vamos começar direito: desde sempre vivi no caos, eram os meus pais brigando ali, minha avó aqui, tios e tias de um lado, etc e tal; Ao começar 2° ano (sim, eu disse segundo, pulei o primeiro) era a mais baixinha, gordinha e até nerd da sala e infelizmente isso gerou uma grade bagunça na minha cabeça pois dali pra frente eu teria diversos apelidos tipo jacaré, Mônica, entre outros. aquilo não me afetava, "batia" em quem me chamava assim, só que ao crescer eu meio que entendi qual o sentido das palavras dirigidas a mim, do 6° ano pra frente além da família péssima ainda havia d lidar com a baixa estima que morava dentro de mim, apenas me corroendo, dentro e escondida.
      Nesse mesmo ano mudei de colégio, meus pais tinham problemas financeiros, estavam separados e precisavam me trocar de escola, foi uma ótima mudança, já que conheci muitas pessoas novas e amigos, mas havia um problema: ainda não consequia lidar com os xingamentos que antes não me afetavam. Chorava todods os dias nas aulas e ninguém ligava, virou rotina, até que lá pro 8° ano me mudaram de escola novamente...
      Não sabiam de nada, porém conseguiram uma bolsa de estudos pra mim em uma boa escola, como eu era até uma boa aluna foi fácil. Neste novo colégio ganhei um apelido comum que vai de acordo com a aparência de uma cantora e sua semelhança com a minha, até aí tudo bem né? NÃO, no meio tempo 6 à 8 série estava presa num inferno, foram seis ou sete tentativas de suicídio da minha querida e amada mãe (com tom de irônia por favor), não só era muito difícil de conviver com a pessoa como ainda é, mas vou deixar isso de fora um pouquinho. Voltando no período anterior brigávamos todo dia; Na escola era um pouco melhor, de pouco em pouco fui me adaptando com os novos professores e colegas, com problemas emocionais a única coisa que sabia era chingar. Me arrependo muito de não ter sido mais calma e pacífica essa epóca.
      Aqui estou eu, no 9 ano, acordando todo dia sem nem animo pra viver. Se há uma coisa que me anima é nada; o dia todo, todo dia, fazendo a mesma coisa e me culpando por machucar todos que passam por mim (isso acontece mesmo); Será que no fundo eu tenho mesmo boa intenção ou é tudo manipulação? Me conheço bem e disso eu tenho certeza, entretando não consigo me entender. É de mais querer ficar sozinha um tempo? é de mais querer espaço? ou pior, é de mais pensar em mim de vez em quando? Porque depois de tudo (o que está aqui de forma super resumida) eu cansei de me importar com os outros e o que eles esperam de mim, cansei de matar pra tirar 80% nas provas e ficar insatisfeita com 79%, não sei se é errado ou se estou sozinha nessa, só sei que cansei.
  • CARMOND - CAPÍTULO I

    CAPÍTULO UM

    Foi em meados de junho e o inverno era um dos mais rigorosos já vividos no vilarejo, até aquele ano. Na noite em que o jovem médico chegou à pequena e distante Carmond, além do frio, caía uma chuva torrencial.
    _ Aqui é sempre tão frio assim? Ele perguntou ao simpático motorista que o havia buscado, na estranha estação ferroviária, algumas horas atrás, e agora, o ajudava a retirar suas malas do carro.
    _ Sim, e é bom ir se acostumando, doutor! Lá pro final do mês tende a ficar pior, muito pior. Às vezes chega a nevar.
    Augusto sorriu e pensou tratar-se de uma brincadeira do homem que caminhava apressadamente à sua frente em direção à porta da pensão. A única do local.
    _ Porque está sorrindo, doutor? Acha que estou de brincadeira?
    _ Então é sério? Oh meu Deus! Isso é inacreditável, lá na capital quase nunca faz frio.
    _ Nem mesmo no inverno?
    _ Muito pouco, meu amigo.
    O motorista colocou a última mala na recepção, deserta, e tocou algo parecido com um sino.
    _ Espere só mais uns dias e verás o que é frio, meu doutor. É de trincar os dentes.
    Nesse momento, os dois ouviram passos apressados no chão de madeira que vinham em direção a eles e não demorou a surgir uma senhora baixa e rechonchuda que carregava um castiçal com velas acesas. Só então, Augusto se deu conta que todo o vilarejo estava na escuridão. Estranhou, mas, imaginou que a chuva fosse a responsável pela falta de luz elétrica.
    _ Boa noite, meus senhores!
    _ Boa noite, Xica. Demoramos, mas, chegamos.
    _ Já estava mesmo preocupada, Piu. Essa chuva toda e vocês à deriva nessas estradas perigosas.
    _É, minha amiga! Realmente o trajeto não foi fácil, penso que o doutor nunca tinha enfrentado uma chuva dessas na vida. Mas, ele teve sorte em ter esse velho aqui como motorista. Além disso, ele está estranhando muito o frio aqui da região, não é mesmo, doutor?
    _ Pois não? Augusto perguntou meio perdido, pois ficara observando o casal conversando e imaginando há quanto tempo eles se conheciam. Na maioria das vezes e em lugares pequenos como Carmond, as pessoas se conhecem de uma vida toda.
    O motorista tocou em seu ombro e repetiu parte do diálogo:
    _ Estava a dizer para Xica que o senhor não está acostumado com o frio que faz por essas bandas.
    _ Ah sim! É verdade, dona...?
    _ Francisca, mas eu prefiro que me chamem de Xica.
    _ Como quiser, dona Xica! Pois então, eu realmente não estou acostumado com tanto frio. Lá na capital a temperatura está sempre muito elevada.
    Xica e Piu trocaram um sorriso cheio de cumplicidade, como quem queria dizer: “É bom se preparar” e ela que havia deixado o castiçal sobre o balcão, voltou a pegá-lo e pediu que eles a seguissem.
    _ Não posso me demorar, Xica. Agora que o doutor está entregue, sã e salvo, preciso ir pra casa descansar pro dia de amanhã.
    _ Nada disso, Piu. Você não vai embora sem antes tomar um prato daquela sopa que você adora e que está ali quentinha esperando por vocês.
    Augusto entendeu que não seria necessário a dona da pensão insistir, Piu tomou suas malas nas mãos outra vez e foi seguindo dona Xica através do imenso corredor cheio de portas, até que ela parou diante de uma delas e entregando o castiçal para Augusto, retirou do bolso uma chave.
    _ Este é o seu quarto! É tudo muito simples, mas muito bem cuidado, doutor.
    Mesmo com a pouca claridade, Augusto percebeu que o quarto, apesar de simples, era aconchegante.
    _ Tem tudo o que eu preciso aqui! E sendo assim, não poderia ser melhor, podem acreditar!
    _ Fique tranquila, Xica. O doutor aqui não é cheio de frescuragens como aquele último que esteve no vilarejo. Não é mesmo, doutor Augusto? O motorista perguntou enquanto terminava de colocar as malas alinhadamente num canto do quarto.
    _ Não se preocupem comigo, tenham a certeza que ficarei muito bem acomodado. Só preciso tomar um banho e trocar essa roupa que está um pouco úmida.
    _ Aqui nessa cômoda tem toalhas limpas e passadas, e o banheiro é logo ali no final do corredor. Vou acender algumas velas para ajudá-lo.
    _ Por falar em acender, o que houve com a luz? É por decorrência da chuva?
    _ Não, meu doutor. A chuva não tem nada haver com isso. Todas as noites, após as oito horas, a vila fica na escuridão. Com chuva ou sem chuva.
    _ Como assim? O que há com a eletricidade daqui?
    Piu se posicionou ao lado de Xica na porta do quarto e os dois trocaram um olhar de cumplicidade que deixou ainda mais claro para Augusto o quanto aquele casal se conhecia.
    _ É uma longa história, meu jovem. Por ora, tome o seu banho e venha nos fazer companhia na cozinha. Estaremos te esperando para tomar uma sopa deliciosa, modéstia à parte, eu sempre acerto na sopa. Não é mesmo, Piu?
    _ Tenha a certeza disso, doutor Augusto. Não existe sopa melhor, nem na capital, nem no mundo inteiro.
    Augusto sorriu e os dois deixaram o quarto indo em direção à cozinha. Enquanto o barulho dos passos ia se distanciando, o médico ficou a pensar na questão da luz elétrica e inevitavelmente as histórias que seus amigos haviam lhe contato sobre a vila retornaram à sua memória com força total.
    Não! Pensou ele. Todas aquelas histórias eram bobagens dos meus amigos, que não queriam que eu viesse à Carmond.
    E foi tentando afastar esses pensamentos que Augusto seguiu para o banheiro do final do corredor.
  • CARMOND - CAPÍTULO III

    CAPÍTULO TRÊS
    O ponto de parada onde fora deixado era diferente de todos os outros já conhecidos e imaginados por Augusto. Ficava num lugar qualquer da estrada e não havia nenhum sinal de vizinhos, ou ainda, nenhum bar ou qualquer outro tipo de estabelecimento como são de costumes nesses lugares.
    A chuva não dava tréguas e tudo que ele fez foi correr até uma velha tapagem, já bem deteriorada pelo tempo, e ficou lá aguardando pelo motorista, no meio da chuva e do nada. Essa espera, permeada pelas lembranças da conversa que havia tido com os amigos, durou mais de uma hora, até que, finalmente, ele viu surgir bem distante, os faróis de um carro que deslizava nas estradas enlameadas.
    Graças a Deus! Ele balbuciou e já foi tratando de ajeitar as malas nas mãos na expectativa de deixar o quanto antes aquele lugar.
    _ Por acaso o senhor é o doutor que está vindo da capital para tratar do Coronel? O motorista perguntou de dentro do carro e com o vidro do lado direito entreaberto.
    _ Sim, sou eu mesmo! Me chamo Augusto.
    _ Prazer, doutor! Sou seu motorista. Pode me chamar de Piu. Venha! Saia dessa chuva.
    Augusto realizou o embarque rapidamente e os dois tomaram o caminho de volta até Carmond, o vilarejo que tanto amedrontava seus amigos.
    _ Demoraremos muito para chegarmos?
    O homem sorriu meio desanimado.
    _ Um cadinho, doutor. Ainda mais com essas estradas ruins como estão. O senhor tem pressa?
    _ Não trata-se de pressa. Acho que é apenas curiosidade mesmo! Já passei o dia todo dentro de um trem, penso que mais algumas horinhas viajando não me farão mal.
    Piu sorriu novamente e ergueu as sobrancelhas indicando o banco traseiro.
    _ Tem uma garrafa e dois copos aí no banco de trás. Faço o favor de pegá-los e servir um chá pra gente, se não for incômodo, é claro.
    Augusto achou aquilo maravilhoso. Estava precisando mesmo tomar alguma coisa quente, depois do banho de chuva que tomara enquanto aguardava.
    _ Não é incômodo algum, ao contrário, será um prazer. O senhor parece ter lido meus pensamentos.
    _ Eu nunca saio sem a minha garrafa, principalmente em noites como esta. Um chazinho quente é sempre uma excelente companhia para quem vive tão solitário.
    Augusto encheu um dos copos e entregou para Piu que segurando-o com a mão esquerda, continuava a guiar o veículo com a direita.
    _ Posso lhe fazer uma pergunta, doutor?
    _ Depois desse chá você pode perguntar o que quiser.
    Sorriram os dois.
    _ Pois bem, o que levou o senhor a aceitar o convite para vir até o nosso vilarejo?
    Inevitavelmente Augusto lembrou-se dos amigos.
    _ Por que isso parece tão estranho? O que há de errado com o seu vilarejo, meu senhor?
    _ Carmond não é o melhor lugar do mundo para se estar, doutor. Tudo lá é muito difícil, desde o acesso, como o senhor mesmo está podendo constatar, até nas outras coisas mais simples.
    _ Por exemplo?
    _ Qualquer coisa que é normal em outro lugar, lá o senhor verá que se torna difícil.
    _ E porque isso acontece?
    _ Pelo visto o doutor não conhece nada mesmo do nosso vilarejo, né?
    Augusto balançou a cabeça negativamente e virou o último gole do chá.
    _ Não, meu senhor. Tudo que sei são as histórias, ou melhor, as lendas que as pessoas inventam e acabam chegando até a capital.
    Piu entregou o copo para ele e voltou a segurar o volante com as duas mãos. Nesse instante estavam passando sobre a velha ponte que já havia sido carregada duas vezes em enchentes que atingiram a região, e fora restaurada pelos próprios moradores.
    _ Boa parte dessas lendas são verdadeiras, meu jovem. As pessoas podem até aumentar, mas elas nunca inventam, já diz o ditado.
    _ O que há de errado em Carmond? O que acontece por lá?
    Piu reduziu a velocidade e olhou para o rapaz.
    _ Saberás logo logo, meu doutor. Afinal, o senhor foi contratado para cuidar do maior de todos os problemas desse vilarejo.
    Augusto percebeu que as últimas palavras foram pronunciadas com certo rancor e ao mesmo tempo tristeza, e isso deixou-o ainda mais curioso.
    _ Então está me dizendo que o problema todo, ou melhor, a maior parte dele provém do Coronel? Mas até onde sei esse homem está à beira da morte.
    _ Não acredito que ele vá morrer tão facilmente, seria sorte demais, e o povo de Carmond aprendeu desde cedo que a sorte parece não gostar muito daqui.
    E foi com a cabeça cheia de interrogações que Augusto seguiu o restante da viagem e nem se deu conta ao entrar no vilarejo que tudo estava escuro, a única luz acessa eram as dos faróis que cortavam a chuva e iluminava a rua diante deles.

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